Giovedì, 16 Settembre 2021
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Nel Bresciano record di disoccupati: nel 2014 in 142mila senza lavoro

La crisi che non si ferma in provincia di Brescia, e nel 2014 disoccupazione da record: 142mila persone senza lavoro, oltre il 10% della popolazione. Brescia in testa, seguono Desenzano, Lumezzane e Montichiari

La situazione occupazionale della provincia di Brescia non è mai stata così in crisi, da decenni. Lo confermano i dati forniti dall’Osservatorio sul Lavoro provinciale: 142337 iscritti ai centri per l’impiego, 63000 disoccupati accertati in più in meno di quattro anni. E il peggioramento delle condizioni lavorative, in tutti i settori nessuno escluso.

Dati sconfortanti, figli di una crisi che ancora non si ferma. E che in provincia si è diffusa a macchia d’olio, colpendo indiscriminatamente poli industriali e zone agricole. Fatta eccezione per Desenzano del Garda, che comunque sfiora i 30mila abitanti, si salvano (perlopiù grazie alla stagionalità) le zone turistiche montane e lacustri, dove la percentuale di disoccupati tende a ‘sgonfiarsi’.

Non è così nei grandi centri urbani: in città, a Brescia, dove la quota dei disoccupati dovrebbe superare i 23300, ben oltre il 10% della popolazione, ancora più elevata se confrontata con le fasce d’età lavorative. Non se la passa bene neanche Desenzano: 3760 disoccupati, il 13.1% della popolazione. A seguire Lumezzane con 3300, Montichiari con 2900, Chiari con 2700 circa: ma più stranieri che italiani.

Non esistono soluzioni concrete, sottolinea ancora l’Osservatorio provinciale. E’ in atto una crisi di ristrutturazione che coinvolge i più svariati settori: si cerca di ‘concentrare’ la piccola impresa – tra i settori che nel 2014 più hanno pagato la crisi le officine e i meccanici – si cerca di ‘fissare’ al ribasso l’incidenza del salario sul saggio di profitto.

I dati provinciali vanno presi comunque con le pinze. Molti degli iscritti ai centri dell’impiego potrebbero aver intanto trovato lavoro, o potrebbero lavorare senza contratto, in nero. Anche se il saldo tra assunti e licenziati, o meglio ‘cessati’, rimane nettamente negativo: 13mila con il segno meno, con una media a dicembre di un posto di lavoro perso ogni ora, per 140mila licenziamenti e 127mila nuove assunzioni nel corso del 2014. 

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