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Zafferano in Valcamonica: i primi boccioli a Ossimo e Mazzunno

Una (ri)scoperta che mostra già i suoi frutti: in collaborazione con l'Università della Montagna la produzione autoctona dello zafferano coinvolge già quattro appezzamenti, a Edolo e Malonno, a Ossimo e Angolo Terme

La Valcamonica rilancia una sua (quasi) inedita produzione autoctona grazie alla collaborazione con l’Università della Montagna di Edolo. Dopo i primi esperimenti in alta quota, a Edolo e Malonno, la coltivazione dello zafferano prende piede in forma concreta, con due nuovi appezzamenti a Ossimo e a Mazzunno, frazione di Angolo Terme.

In particolare, proprio con l’interazione diretta dell’Università, i riflettori si sono accesi proprio sul campo di Angolo Terme: oltre 300 mq adibiti alla coltivazione del prezioso fiore, appositamente acquistato dalla Sardegna.

Sono stati piantumati circa una settantina di chili di bulbi, sul finire di agosto: proprio in questi giorni si possono ammirare i primi risultati, ed è già cominciata, pezzo dopo pezzo, la raccolta dei luminosi boccioli.

Colore violaceo chiaro, se ne possono raccogliere tra i 100 e i 150 al giorno. Appena raccolti vengono subito essiccati, con stufa a legna: al termine del processo ecco il prodotto finale, lo zafferano.

Verrà analizzato e giudicato proprio dai ricercatori di Edolo: se tutto funziona come dovrebbe, dalla Valle arriverà una nuova e saporita primizia.

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