Wierer, addio a un altro pezzo di storia dell'industria bresciana

Lo stabilimento di Lonato ha già cessato l'attività: cinque dipendenti sono già stati selezionati dall'azienda Monier, gli altri alterneranno la cassa integrazione con il lavoro 'in trasferta' nella sede di Borgonato

La parabola della Wierer di Lonato (settore edile, coperture e tetti, ora gruppo Monier) che ben rispecchia la parabola del ciclo economico italiano e pure europeo: aperta nel 1966 (secondo stabilimento in Italia dopo quello di Chies in Bolzano) ha conosciuto periodi di florida prosperità e ora, dopo il trentennio liberista paga le conseguenze della ristrutturazione in corso. La Wierer di Via Campagna di Sopra ha già cessato l’attività, il capannone è già stato ‘riconvertito’ in area magazzino che al momento occupa una manciata di persone.

Venerdì scorso un nuovo incontro con la proprietà, per discutere del futuro della trentina di occupati 'antecedenti': come già la Monier aveva annunciato, l’azienda non ha intenzione di fare passi indietro, “il mercato attuale assorbe solo metà delle merci prodotte” e le esigenze del fare profitto sono queste, “è necessaria la cessazione della produzione in uno dei siti sulla direttrice Milano-Venezia”. A settembre si era parlato di Bertinoro (tra Forlì e Cesena), la scelta poi è caduta su Lonato perché proprio in mezzo ad altre due strutture, Curtarolo di Vicenza e Borgonato di Corte Franca, dove saranno dirottati i lavoratori in mobilità.

“Sono cinque i dipendenti specializzati che riceveranno un’offerta per un posto di lavoro in altre località dove opera l’azienda – ci ha raccontato Renzo Bertolini della CGIL Brescia – Cinque figure professionali che sono già state individuate. Per gli altri si prospetta la cassa integrazione con turni di rotazione nello stabilimento di Borgonato, una settimana al lavoro e una settimana a casa. Il problema è che la detta cassa integrazione finisce a settembre, e bisogna definire in tempi brevi un accordo che la possa far continuare. Di questo abbiamo parlato nel corso dell’ultimo incontro con Monier, di questo parleremo nell’incontro già concordato con il Ministero, magari in aprile”.

Il solito equilibrio precario da lavoratore dipendente, “ci hanno sempre detto che si lavorava bene, che i bilanci erano in attivo, di punto in bianco hanno deciso la chiusura”. E non è ancora finita: “Se già oggi il mercato non assorbe che la metà della produzione, chi ci dice che a Borgonato il lavoro ci sarà per sempre?”.

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