"Licenziate 5 persone solo perché disabili", la denuncia della Fiom

Il caso riguarda la Rothe Erde - Metallurgica di Visano, un'azienda che fa parte della Thyessen Group. Degli 8 lavoratori assunti in collocazione protetta nel 2013 ne sono rimasti solo 3. Il sindacalista della Fiom Nafouti Chafik parla di "licenziamenti ingiustificati e di discriminazione contro il personale disabile"

Foto di repertorio

VISANO. La Fiom parla di "accanimento nei confronti del personale disabile", i vertici della Rothe Erde - Metallurgica Rossi di "tagli ineludibili dovuti al processo di riorganizzazione dell'azienda". A scatenare l'ira dei sindacati il licenziamento di 5 degli 8 dipendenti disabili. A scatenare la bufera è stato l'ultimo: a casa è rimasto un lavoratore che si occupava della pulizia industriale, attività che è stata esternalizzata. 

"Siamo molto preoccupati per l'accanimento mostrato dall'azienda nei confronti del personale disabile -  spiega Nafouti Chafik  della Fiom -. Siamo di fronte ad un caso di licenziamenti illegittimi e di discriminazione. Già nel 2013 i  lavoratori assunti in collocazione protetta erano in numero inferiore rispetto a quanto stabilito dalla legge, avrebbero dovuto essere 9 e non 8. In quell'occasione la ditta ha sentenziato che gli costava meno pagare la penale, piuttosto che pagare un disabile. Ad aprile del  2015, quando ci siamo seduti al tavolo per firmare il contratto di solidarietà, i vertici dell'azienda hanno dichiarato ufficialmente che non volevano avere persone con problemi fisici perché non si occupano di assistenza sociale. Chi è rimasto a casa aveva una disabilità superiore al 50%, ma è sempre riuscito a svolgere le mansioni assegnate"

Alla denuncia seguirà la mobilitazione: una giornata di sciopero è stata indetta per giovedì 8 ottobre: "I dipendenti sono tutti molto preoccupati - continua Cahafik -  perché hanno paura che chiunque avrà problemi fisici potrà essere lasciato a casa, come successo ai colleghi disabili."

I vertici aziendali danno una versione completamente della vicenda. I licenziamenti si devono alla crisi e al processo di riorganizzazione aziendale messo in atto per salvare il sito produttivo, più che a una volontà discriminatoria. Dal 2008 ad oggi i dipendenti sono passati da 265 a 142; dal 2009 sono state attivate le procedure di mobilità e dal 2014 quelle di solidarietà.

"Non si tratta di accanimento nei confronti dei disabili - fa sapere Alberto Guizzetti, responsabile amministrativo e finanziario - . Questa rigida presa di posizione da parte dei sindacati sta dando un'immagine distorta dell'azienda. Per salvare l'azienda abbiamo dovuto esternalizzare alcuni servizi e sopprimere alcune attività, come quella di portineria e di pulizia e il magazzino. Nella maggior parte dei casi il personale disabile era occupato in tali mansioni. Ci terrei a precisare che due dei dipendenti con problemi fisici sono andati in pensione e con gli altri due abbiamo trovato degli accordi per la ricollocazione all'esterno. Solo nell'ultimo caso non siamo riusciti a trovare un accordo. Non abbiamo nessuna preclusione nei confronti dei disabili, ma non possiamo inventarci delle mansioni ad hoc per loro." 



 

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