Economia

Pericolo Covid dall'Est, la vendemmia non aspetta: in arrivo 3.000 lavoratori romeni

Sono più di 3mila i lavoratori che dalla Romania saranno in provincia di Brescia – dalla Franciacorta al Lugana – per raccogliere le pregiate uve dei nostri vigneti

Vendemmia (foto d'archivio)

Prima gli italiani, ma fino a un certo punto: la manodopera scarseggia entro i confini italici, e dunque il grido sovranista si spezza di fronte alle necessità della vita vera. Come scrive il Giornale di Brescia, sono più di 3mila i braccianti rumeni che arriveranno in provincia di Brescia, tra agosto e ottobre, per raccogliere l'uva nei pregiati vigneti della Franciacorta e del Lugana. Le prime fasi della vendemmia (con le uve da spumante) inizieranno già a ridosso di Ferragosto, per proseguire poi fino a settembre e ottobre.

Tampone per tutti, controllo temperatura

Al di là dell'accordo economico, in queste ore si sta lavorando anche a un accordo sanitario: tra le ipotesi anche quella di sottoporre tutta la manodopera straniera al tampone. Più realistica quella secondo cui ai lavoratori sarà misurata la temperatura corporea alla partenza e all'arrivo, attrezzati con dispositivi di protezione individuale (guanti e mascherina) e costantemente controllati.

Tutti i giorni, prima di andare in vigna e sul posto di lavoro, verrà loro misurata la temperatura: come da prassi, se dovesse risultare superiore a 37 e mezzo, interruzione immediata del lavoro, isolamento e tampone in tempi rapidi. Le aziende dovranno poi consegnare ad Ats gli elenchi dei lavoratori impegnati nei campi, sia italiani che stranieri.

La manodopera straniera viene reclutata da aziende specializzate a seguito di apposite richieste formulate dalle aziende interessate, in questo caso del settore vitivinicolo. Ricordiamo che sia in Franciacorta che in Valtenesi le offerte di lavoro a chilometro zero non sono mai mancate. Gli anni passati, per raccogliere l'uva, veniva schierato un “esercito” di lavoratori da India, Pakistan e Bangladesh: quest'anno niente da fare, a causa dell'emergenza sanitaria.

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