Economia

Edison, ultimatum dai francesi di Edf: «Prendere o lasciare»

I francesi di Edf sembrano essersi stufati delle incertezze italiane, e al presidente di A2A Graziano Tarantini hanno presentato un ultimatum: "Tutta Edison ai francesi e tutta Edipower agli italiani: prendere o lasciare"

Tutta Edison ai francesi e tutta Edipower agli italiani. "Prendere o lasciare", dice a Edf il presidente di A2A Graziano Tarantini: il fronte italiano dei soci Edison non è mai stato così compatto, con il conforto di aver raccolto anche la "posizione solidale" del ministro dello Sviluppo Corrado Passera, secondo quanto ha raccontato uno dei partecipanti al vertice con il 'super-ministro'.

"Oggi presenteremo la nostra proposta ai francesi - ha detto nel mattino Tarantini al termine dell'incontro con Passera -. Prendere o lasciare: Edison tutta a Edf, Edipower a Delmi, compresa la quota di Alpiq. Delmi ed Edipower in futuro si potranno anche fondere, dando vita al secondo produttore di energia elettrico italiano". Da parte Edf non si raccoglie per ora alcuna reazione: "Nessun commento", si è limitato a dire a caldo anche il direttore finanziario di Edf, Thomas Piquemal. I francesi dovranno accettare "se non vogliono la guerra", ha sottolineato Bruno Tabacci, assessore del Comune di Milano, azionista A2A assieme a Brescia.

La nuova proposta a Edf, ha aggiunto, "rispetto a qualche mese fa, rispetto a quello che era chiamato 'lodo Zuccoli' è totalmente un altro film". E' "il migliore accordo possibile, ora stiamo a vedere che cosa dicono i francesi - ha aggiunto Fausto di Mezza, assessore del Comune di Brescia -. Se questa proposta dovesse andare in porto darebbe vita a un progetto industriale solido che ha il sostegno degli azionisti pubblici di A2A e del Governo". Il ministero intanto ha mantenuto il solito riserbo, e il ruolo di Passera è emerso in realtà solo dalle dichiarazioni degli altri partecipanti alla riunione, secondo i quali avrebbe comunque posto la questione strategica del riassetto Edison.

Il Cda Edison che si è riunito invece a seguire è stato pieno di tensioni, anche se ancora interlocutorio. I soci francesi hanno posto il tema della necessità di fare un aumento di capitale in Foro Buonaparte e a quel punto il clima si è fatto incandescente. La riunione è durata tra l'altro molte ore, prendendo il via nel mattino con il board di Transalpina di energia e, a seguire, con l'esposizione del lavoro degli advisor Credit Suisse e Goldman Sachs e dei consiglieri indipendenti Gregorio Gitti, Gian Maria Gros Pietro e Mario Cocchi.

Alla fine ogni decisione è stata rinviata convocando una nuova riunione il 29 dicembre per determinare il piano d'azione per il finanziamento 2012 della società. "Abbiamo presentato un'analisi che è stata accolta positivamente", ha spiegato solamente Gros Pietro. "Non è andata male - ha detto invece il direttore generale di Iren Andrea Viero -. Ci sarà un nuovo Cda sul fabbisogno il 29 dicembre".

La nuova proposta italiana cambia insomma ancora una volta lo scenario nel tormentone Edison, sia rispetto all'iniziale 'lodo Zuccoli' e sia rispetto all'idea di portare in mano italiana solo l'idroelettrico ripartendo il debito Edipower tra le singole centrali. Viene ora indicata anche una forchetta, tra 0,885 e 1 euro per le azioni Edison offerte ai francesi, secondo le indiscrezioni raccolte tra fonti vicine al dossier, e si propongono anche dei contratti di fornitura pluriennali del gas per le centrali che passerebbero in mano italiana.


Il 30 dicembre scadono i patti su Edison, ma non sembra nell'interesse dei francesi andare comunque alla rottura, visto che l'asta comporterebbe comunque delle incertezze. Se le grandezze economiche della nuova proposta saranno ritenute da Edf compatibili con le proprie aspettative non è escluso allora che in pochi giorni si possa arrivare a un nuovo accordo.

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