Giovedì, 28 Ottobre 2021
Economia

STUDIO E FACCIO LA BABY SITTER

Secondo una ricerca eseguita da Sitly (ex Sitter Italia), sito specializzato nella ricerca online di baby sitter, primo in Italia per numero di iscritti, sono molte le studentesse alla ricerca di un lavoro come baby sitter. Su un totale di oltre 300.000 donne iscritte al sito e che cercano lavoro, ben il 34% sono studentesse (parliamo al femminile vista la stramaggioranza di iscrizioni da parte del gentil sesso), un dato che poco si differenzia dalla percentuale di account che si dichiarano disoccupati.
Il che confermerebbe la tendenza europea che vede i giovani a cercare con sempre maggiore assiduità lavoro anche prima del previsto, in modo da sostenere gli studi che per supportare le famiglie, in queste periodo di difficoltà economica.
Da una ricerca  Istat di settembre 2016 (l’ultima sul tema) risulterebbe invece che in dieci anni, in Italia, il numero degli studenti lavoratori nella fascia di età 20-24 anni è diminuito del 46%, da 119 a 64mila unità, nonostante il numero degli universitari sia aumentato.
La crisi pare essere la causa di questo dimezzamento: meno opportunità e quindi meno ricerca e meno impiego.
Quale potrebbe essere il motivo di questa divergenza tra i dati Istat e le statistiche di Sitly? La risposta possiamo trovarla nell’uso che fanno oggi i giovani del web. Internet si rivela sempre più un mezzo pratico, utile, veloce per soddisfare la propria ricerca di lavoro, invitando gli studenti ad attivarsi nel trovare una soluzione alla crisi. Il fatto di potersi registrare gratuitamente a questo tipo di siti e mettersi quindi facilmente a disposizione delle famiglie incentiva i giovani che, per esempio, stanno cercando un lavoro come baby sitter a Bergamo o a Brescia o comunque in zona. Bastano pochi click per mettersi in gioco.

L’appeal di trovare un impiego come baby sitter è poi notevole: lavorare durante il corso di studi, permette di accumulare esperienze e arricchire il proprio cv – è opinione condivisa che la capacità di gestire più impegni in contemporanea aumenti la propria competitività nel mondo del lavoro – oltre a garantire una minore dipendenza economica dai genitori,
E le famiglie italiane  apprezzano a possibilità di collaborare con studentesse, giovani, istruite e volonterose.  Grande richiesta per chi frequenta corsi di laurea in Psicologia o Scienze dell’Educazione o della Formazione e conosce le lingue.

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