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Errore di comunicazione all'Inps: gli operai ex Stefana restano senza pensione

Un cavillo burocratico blocca la pensione per decine di lavoratori bresciani: lo strano caso degli ex operai della Stefana di Montirone e Ospitaletto

Un cavillo burocratico “taglia” la pensione precoce a decine di lavoratori bresciani: come riferisce il Giornale di Brescia, il caso riguarda in particolare gli ex operai della Stefana (ormai chiusa) di Montirone e Ospitaletto. Nonostante abbiano i requisiti per ottenere la cosiddetta pensione precoce – requisito contributivo di 41 anni dopo aver svolto attività lavorativa “gravosa” per almeno 7 anni negli ultimi 10 di attività, o per 6 anni negli ultimi 7 – in realtà non gli è ancora stata erogata perché la detta azienda ha un “codice” che non corrisponde.

Niente pensione per un codice mai cambiato

Ma cosa significa? Di fatto la Stefana risultava “iscritta” come fonderia, con un vecchio codice, e dunque non come acciaieria, che è una delle categorie che dal 2018 danno diritto alla pensione precoce. Nello specifico: i lavoratori del settore siderurgico di prima e seconda fusione (ma nell'elenco ci sono anche i lavoratori delle pelli, gli operatori ecologici, gli operai di pesca e agricoltura, solo per citarne alcuni).

Vicenda intricata: anche se la Stefana ha svolto attività siderurgica, per l'Inps è stata una fonderia. Dunque niente pensione precoce. La situazione è in stallo, ma i sindacati sono al lavoro per cercare una via d'uscita. Per risolvere la questione basterebbe che l'azienda cambi il suo “codice”: ma se non l'ha mai fatto prima, difficile che lo faccia ora, con procedura fallimentare (e liquidazione) in corso. 

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