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Sciopero degli agricoltori, il primo unitario di categoria contro la riforma del lavoro

Primo sciopero unitario a livello nazionale di un'intera categoria contro la riforma del lavoro voluta dal governo Monti. Gran parte degli stagionali perderà la condizione di dipendente: quindi la pensione e il sussidio di disoccupazione

È il primo sciopero unitario a livello nazionale di un'intera categoria contro la riforma del lavoro. Oggi, venerdì 27 aprile, si sono fermati per otto ore i lavoratori agricoli. Al centro della protesta di Flai Cgil, Flai Cisl e Uila Uil c'è l’estensione dell’uso dei voucher in agricoltura, una decisione che rischia di mettere in ginocchio un settore già colpito duramente dalla crisi.

In pratica, con le nuove regole, gran parte degli stagionali perderà la condizione di dipendente – e quindi la pensione, il sussidio di disoccupazione agricola, la copertura in caso di malattia o di maternità – per essere finire nel lavorato occasionale, quello pagato con i voucher che si comprano in tabaccheria.

Un provvedimento pensato per limitare il precariato che invece allargherà a dismisura il ricorso al lavoro accessorio in agricoltura, sia togliendo le limitazioni che lo rendevano usabile solo per casalinghe, pensionati, studenti e cassintegrati, sia alzando di quasi il 70% il tetto retributivo entro cui si può attivare il lavoro a voucher anziché il normale rapporto a tempo determinato.

Del resto, lo stesso ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, ha già detto che risponderà alle richieste dei sindacati, ammettendo così in qualche modo il vulnus creato dalla riforma attualmente in discussione al Senato.

“La nostra richiesta – spiega il segretario generale della Flai Cgil, Stefania Crogi – è di sopprimere il comma 2 dell’articolo 11 del ddl, che porta a una liberalizzazione completa dell’uso dei voucher. Se dovesse passare tale modalità di utilizzo – spiega la dirigente sindacale – i lavoratori del settore agricolo perderebbero il diritto alla contribuzione previdenziale e alla disoccupazione agricola. Un danno non da poco per i lavoratori della categoria e che non deve in alcun modo passare sotto silenzio”.

(fonte: Cgil)
 

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