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Flop sciopero Trenord, Biesuz: "A che serve il referendum Or.S.A?"

Dopo la scarsa partecipazione all'agitazione sindacale, l'amministratore delegato di Trenord, Giuseppe Biesuz, chiama in causa la sigla che non ha aderito al nuovo contratto: "A che serve il vostro referendum?"

Si è concluso alle 17 di ieri lo sciopero dei lavoratori Trenord aderenti al sindacato Or.S.A. Vi ha aderito il 19% dei lavoratori previsti in servizio ed hanno circolato 6 treni su 10 di quelli programmati.
 
Lo sciopero era stato convocato dal sindacato Or.S.A. per protestare contro il recente contratto integrativo aziendale siglato tra l’azienda e tutte le altre sigle sindacali, cioè CGIL, CISL, UIL, FAST, UGL, FAISA, al termine di un lungo e approfondito confronto.

“Il nuovo contratto di Trenord -  ha dichiarato l’amministratore delegato di Trenord, Giuseppe Biesuz -, siglato da tutte le sigle sindacali tranne l’Or.S.A., ha ottenuto il 70% dei consensi delle Rsu ed è stato veramente pensato nell’interesse dei lavoratori: più soldi a chi lavora di più e meglio, welfare aziendale, recupero di produttività che consente un importante piano di investimenti e di nuove assunzioni, circa 500 in due anni".


"La bassa adesione allo sciopero - conclude -, ancor più bassa dell’agitazione del 26 luglio, è la dimostrazione che i lavoratori di Trenord hanno compreso la portata innovativa dell’accordo raggiunto. Mi sembra tutto chiaro, a che serve il referendum che l’Or.S.A rivendica?”.

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