Economia

Sciopero dei dirigenti scolastici: "Più lavoro e meno soldi"

I dirigenti scolastici venerdì 14 febbraio incrociano le braccia: "Ci danno meno soldi e hanno aumentato a tal punto la mole di lavoro, che non riusciamo più ad occuparci di alunni e insegnati"

No al taglio delle retribuzioni e sblocco immediato dei contratti regionali. I dirigenti scolastici scioperano venerdì in tutta Italia per rendere evidente il paradosso che si trovano a vivere.

Da un lato, spiega la Cisl, "un ormai insostenibile aumento di lavoro dovuto ai processi di dimensionamento delle scuole, a nuovi adempimenti, ad un aumento di responsabilità anche sotto il profilo penale dei diritti degli alunni, delle famiglie e dei lavoratori, all’insufficienza delle risorse finanziarie, all’applicazione di norme estranee alla scuola e alla sua funzione: tanto lavoro in più che non permette loro di occuparsi del diritto fondamentale per il quale esiste la loro funzione, vale a dire il diritto all’istruzione delle alunne e degli alunni".

"Dall’altro - continua il sindacato in una nota - l’ingiusta decurtazione della retribuzione e la violazione dei contratti integrativi regionali sottoscritti per il 2012/13, insieme alle sperequazioni retributive interne (fra ex presidi e direttori didattici, ex incaricati di presidenza e vincitori dei due ultimi concorsi) e alla forte differenza retributiva con le altre dirigenze pubbliche".


I dirigenti scolastici in servizio nel corrente anno scolastico sono circa 7500 e dirigono 8.640 istituzioni autonome con circa 44.000 sedi.

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