Economia

Contro il Green Pass obbligatorio, sciopero generale in tutta Italia

L'epicentro è il porto di Trieste dove i lavoratori non si sono fatti spaventare di fronte al monito del Prefetto: "Blocco illegale"

L’associazione sindacale Fisi (Federazione italiana sindacati intercategoriali) ha proclamato lo sciopero generale per tutti i settori pubblici e privati da venerdì 15 ottobre al giorno 20. Dunque i lavoratori contro il Green Pass non arretrano di un millimetro e quella di venerdì si preannuncia una giornata di protesta in diverse zone di Italia, con la tensione alle stelle. Soprattutto a Trieste dove, dopo la presa di posizione dei portuali, oggi il Prefetto ah dichiarato illegale la manifestazione di domani, quando il presidente dell’autorità portuale triestina Zeno D’Agostino si dimetterà, salvo accordi dell’ultimo minuto, se il traffico dovesse subire la paralisi. Scintille anche all’interno del mondo dei lavoratori perché i sindacati di Ugl, Cgil, Cisl e Uil si sono dissociati dalla protesta e hanno invitato i loro iscritti ad andare sul posto di lavoro, anche se il rischio è di trovare il muro degli irriducibili no Pass.

L’epicentro sarà Trieste, dove lo sciopero anti Green Pass è stato annunciato da giorni sotto forma di ricatto perché per loro, l’unica mediazione è l’abolizione del Green Pass. Tirano dritto anche di fronte all’ultimo alt, quello del Prefetto della città friulana Valerio Valenti, il quale, attraverso una nota, ha affermato che, “con riferimento agli scioperi generali in oggetto - Rispetto ai quali la Commissione ha espresso una valutazione di illegittimità, si ritiene opportuno segnalare che le annunciate modalità di attuazione per la loro unicità destano particolare preoccupazione per il possibile verificarsi , alla luce del delicato contesto sociale , di gravi comportamenti illeciti. Lo sciopero non è autorizzato, chi partecipa commette un reato». Ad un certo punto poi i portuali hanno provato a chiedere il rinvio dell’introduzione del Green Pass di un mese, ma niente da fare.

"I portuali di Trieste chiedono di posticipare l'avvio del Green Pass obbligatorio? Io penso che posticipare significhi solo rallentare una battaglia da vincere il prima possibile per mettere fine ad una stagione drammatica che hanno pagato e pagheranno soprattutto i più fragili" ha detto il Ministro del Lavoro Andrea Orlando, mettendo subito in chiaro come il Governo non voglia scendere a patti.

L’altro fronte caldo è il porto di Genova. Sono due i principali fronti di tensione che si preannunciano domani mattina a Genova, dove il 20%dei lavoratori non è vaccinato, nonostante molti terminalisti si siano resi disponibili a pagare i tamponi e l'Autorità portuale abbia offerto alcune aree. Sono porto e Prefettura. L'appuntamento per domani mattina è alle 8.30 sotto la sede della Prefettura, assieme alla Cub. "Domani inizia lo sciopero generale contro il green pass- scrivono sui social- tutti i lavoratori da domani potranno scioperare avendo copertura sindacale. Non è necessario essere iscritti ad un sindacato. Chiediamo a tutti di astenersi dal lavoro, partecipando allo sciopero, chiudendo il proprio negozio e via dicendo. Assentatevi dal lavoro, venite a manifestare e prestate massima attenzione a provocatori e infiltrati". Non è escluso che altri focolai di protesta emergano nel corso della mattina, a partire dai lavori pubblici: l'Ugl, ad esempio, ha convocato un presidio sotto la sede Amt in via Bobbio alle 10.30.

SI annunciano problemi anche a Venezia dove, a causa dello sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati proclamato ad oltranza dall'associazione sindacale Fisi, l'Università Ca' Foscari di Venezia annuncia che dalla mezzanotte di domani, 15 ottobre, fino alla mezzanotte del 20 ottobre saranno garantiti solo i servizi essenziali, e quindi esami conclusivi dei cicli di istruzione.

Escluse dunque Venezia e Genova, non si preannunciano altri problemi nei porti perché a Livorno, Gioia Tauro e Palermo le rispettive autorità portuali hanno comunicato che non prevedono disagi. L’alta percentuale di lavoratori vaccinati anche a Venezia, Napoli e Civitavecchia sembra scongiurare problemi.

A Piacenza però ci sono i Cobas pronti a scendere in strada. "Minacciare denunce, fogli di via e altre misure risulta essere solo un atto di prostrazione ad Amazon, in spregio alle sacrosante rivendicazioni operaie". Lo dice il sindacato Si cobas di Piacenza con riferimento ad alcuni comunicati della Questura emessi dopo lo sciopero di lunedì, quando mille lavoratori aderenti hanno bloccato il magazzino della multinazionale di Castel San Giovanni. Per Si Cobas, scopo della Questura è "la tutela del regime-Amazon tramite intimidazione dei lavoratori che alzano la testa contro condizioni di lavoro intollerabili". Infatti "si ignora del tutto la piattaforma rivendicativa inviata, che condanna Amazon per la non applicazione del contratto di lavoro adeguato alle attività di magazzino e il problema del precariato cronico che esiste ormai da quando è in attività". Ma il sindacato, sottolinea Si Cobas, "non può lasciarsi intimidire da queste minacce, e proprio per questo ha ribadito oggi la richiesta di incontro ad Amazon per porre fine alla condizione di precarietà di 1.500 operai, relegati nella più totale precarietà con il silenzio complice di istituzioni e governo". Inoltre "sarà indetta una assemblea nazionale per affrontare il tema di questo utilizzo scriteriato della repressione contro i lavoratori".

Fonte: Today.it

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