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Economia

Qual è lo stipendio medio in Italia e quanto si guadagna nel resto d'Europa

La retribuzione di un dipendente è di oltre 29mila euro lordi secondo una ricerca della Fondazione Di Vittorio (basata su dati Eurostat). Cresce il divario rispetto agli altri grandi Paesi Ue. Sul salario minimo a guidare la classifica è il Lussemburgo, seguito da Germania e Olanda

Che gli stipendi dei lavoratori italiani fossero mediamente un po' più bassi degli altri grandi Paesi europei è una realtà tristemente nota. Ma di quali cifre parliamo? Vediamole nel dettaglio e con l'ausilio di qualche grafico. Secondo l'ultimo report della Fondazione Di Vittorio (Cgil), le retribuzioni medie sono passate da 27,9 mila euro del 2020 a 29,4 mila euro del 2021, ma restano comunque sotto la media delll'Eurozona e anzi il divario rispetto agli altri grandi Paesi continua ad allargarsi. Del resto il nostro è l'unico Stato dell'Ocse in cui i salari sono diminuiti negli ultimi 30 anni, precisamente del 3% (lo spiegavamo in un altro articolo). La ricerca, come fanno sapere dall'istituto del sindacato, si basa sulle più recenti statistiche pubblicate dall'Ufficio statistico dell'Unione Europea (Eurostat) e sui dati fiscali pubblicati dal Ministero dell'Economia e delle Finanze (MEF).

Qual è lo stipendio di un lavoratore dipendente in Italia

Quanto guadagna dunque un lavoratore dipendente in Italia? E qual è il gap salariale con gli altri Paesi? Nell'Eurozona il salario medio lordo si attesta a 37,4 mila euro lordi annui (+2,4%), ma se in Italia è ancora sotto i 30mila euro e in Spagna è di 27.494 euro, in Francia lo stipendio di un dipendente supera i 40,1 mila euro, mentre in Germania arriva ad oltre 44,5mila (parliamo sempre di cifre lorde).

Stipendio medio lavoratori dipendenti-2

La notizia non certo positiva è che il cresce il divario con gli altri grandi Paesi dell'Eurozona. Dal 2019 al 2021 la differenza con il salario francese è aumentata da -9,8 mila a -10,7 mila e con quello tedesco è cresciuta da - 13,9 mila a -15,0 mila euro.  Certo, bisogna tenere conto anche del costo della vita che in Francia e Germania è più elevato, ma il quadro d'insieme resta comunque abbastanza sconfortante. Tanto è vero che come fanno notare dalla Fondazione Di Vittorio l'Italia non ha ancora recuperato il livello salariale medio precedente l'emergenza pandemica (nel 2019 il salario medio era pari a 29.623 euro).

Nella ricerca viene messo in evidenza un elemento non certo trascurabile: dei 4 Paesi presi in esame il nostro è infatti quello che sconta una quota minore di professioni qualificate. Nel dettaglio i dirigenti sono appena l'1,4% laddove in Germania si attestano al 3,3% e in Francia al 5,6%. Anche la percentuale di chi svolge professioni intellettuali e scientifiche (13,6%) è molto più bassa che negli altri tre Paesi (in Germania è del 20,7%, in Francia del 23,4% e in Spagna si attesta al 19,7%), mentre la quota relativa alle professioni non qualificate è invece molto più alta rispetto a Francia e Germania.

Professioni non qualificate (1)-2

Infine va sottolineato che nel nostro Paese la percentuale degli occupati con part time part-time involontari è di gran lunga superiore alla media dell'Eurozona e in questo caso anche alla percentuale registrata in Spagna. Insomma, il nostro mercato del lavoro continua ad avere delle criticità e una di queste è proprio la precarietà di molti contratti. 

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Il salario minimo (che non c'è)

L'Italia resta peraltro uno dei sei Stati europei a non avere una legge sul salario minimo. In base ai dati Eurostat in Europa il Paese che ha gli stipendi minimi più alti è il Lussemburgo, seguito da Irlanda e Paesi Bassi con 1.774,50 euro e 1.725 euro. In Germania l'importo scende a 1.621 euro, in Francia è di 1.603, mentre in Spagna risulta sensibilmente più basso e si attesta a 1.125,83 euro. Nei Pasi dell'est Europa le cifre scendono notevolmente: in Romania ad esempio è di circa 515 euro, in Bulgaria 332 e in Albania di appena 248.

Salario minimo Paesi europei-2

Tuttavia se si tiene conto delle differenze del costo della vita le differenze si riducono notevolmente e la classifica ne esce rivoluzionata: in testa c'è ancora il Lussemburgo seguito questa volta da Germania, Olanda, Belgio e Francia, mentre il fanalino di coda resta comunque l'Albania.

Salario minimo adeguato al costo della vita-2

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