La crisi nera dell'ex Pasotti: operai in Cigs senza stipendio da mesi

Mercoledì il corteo di protesta lungo le strade di Sabbio Chiese: la maggior parte dei dipendenti non ha mai percepito l'indennità erogata dall'Inps.

Il corteo dei lavoratori

Non si placa l'onda di proteste dei lavoratori delle ormai ex Industrie Pasotti: dallo scorso primo maggio sono in cassa integrazione straordinaria, ma la maggior parte di loro non ha ancora percepito un euro. 

In tutto sono coinvolti 165 dipendenti della storica impresa bresciana, con sede a Sabbio Chiese, fallita nel dicembre 2017. Dopo il dissesto, i vertici del gruppo avevano siglato un accordo per l’affitto del ramo d’azienda a Orange 1 Foundry (del gruppo Orange1 Holding di Belluno) scaduto il contratto, 18 mesi più tardi, è tutto tornato nelle mani del curatore fallimentare. 

Più di un centinaio di lavoratori senza fonti di redditto

Lo stabilimento è stato chiuso e i dipendenti sono rimasti a casa: senza lavoro e senza fonti di reddito. Ed è allora che è cominciato un incubo che pare senza fine: per tutti è scattata la cassa integrazione straordinaria, ma solo una trentina, ad oggi, sono riusciti ad incassare le indennità.

Sono oltre un centinaio i lavoratori - tutti della Val Sabbia - che da mesi non prendono nemmeno un euro: mercoledì hanno formato un lungo corteo che ha attraversato le strade di Sabbio Chiese. La protesta - sostenuta dai sindacati bresciani e dalle rsu di Fiom Fim e Uilm - per chiedere spiegazioni circa la mancata erogazione del sussidio da parte dell'Inps e per lanciare un grido d'aiuto indirizzato agli Enti e alle industrie locali.

Tante promesse, nessuna proposta concreta

"È sconcertante e scandaloso quando sta accadendo - fa sapere Barbara Basile della Fiom- Cgil - oltre alle mensilità di Cigs arretrate che per questioni burocratiche non sono ancora state erogate dell'Inps, molti lavoratori non riescono ad ottenere il Tfr e nemmeno gli assegni familiari."

Ma c'è un altro nodo da sciogliere, quello relativo al futuro del sito industriale. Una decina di giorni fa sono arrivate le lettere di licenziamento: un segnale chiaro che lascia poche speranze circa la ripresa dell'attività.

"In questi mesi molte realtà imprenditoriali del territorio si sono riempite la bocca di promesse, ma finora nessuno si è concretamente fatto avanti per assumere i lavoratori dell'ex Industrie Pasotti o rilevare il sito. Se non cambierà nulla, dal primo maggio 2020 170 persone saranno disoccupate e senza alcuna fonte di reddito, dato che il sussidio ha la durata di un anno."  

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