Rotary Club: i ragazzi del Ryla alla conquista del mondo che verrà

Una sessantina di ragazzi a Gardone Riviera per l'edizione 2015 del Ryla, la scuola di formazione (e di vita) del Rotary Club, Distretto 2050. Racconti e testimonianze di un'esperienza "che ti cambia per sempre"

I ragazzi del Ryla 2015 in 'posa' a Gardone Riviera

Giulia li ha conosciuti quasi per caso, grazie al fidanzato. Alessandro invece si è avvicinato da buon curioso, la sede locale stava proprio di fronte alla sua università. Loro sono due ragazzi del Rotary di domani, protagonisti – insieme ad un’altra sessantina di coetanei, dai 17 ai 30 anni – della XVI edizione del Ryla, il ‘Rotary Youth Leadership Awards’. Una sorta di suola di formazione, quasi una scuola di ‘partito’. In questo caso il ‘partito’ è quello del Rotary, l’associazione internazionale che da oltre un secolo ha fatto della solidarietà la sua grande ‘mission’. Storie diverse, quelle dei ragazzi del Ryla. Arrivati da quattro ‘distretti’, e da tutta la Lombardia, tutti uniti nel Distretto 2050, e che si legge ‘venti cinquanta’. Universitari ma pure gente che lavora già, perfino qualche liceale.

Tra di loro anche Giulia e Alessandro, quelli che l’ultima sera – in una sorta di serata di gala, in scena al Savoy Palace di Gardone Riviera – hanno voluto prendere il microfono e salire sul palco per dire la loro, per raccontare di come il Ryla potrebbe aver cambiato la loro vita. Giulia ha 23 anni, cremasca in trasferta, studia giurisprudenza a Milano, sta ancora ragionando sul suo futuro. Crescita, gruppo, amicizia: queste le ‘keywords’ che meglio rappresentano la sua esperienza. Il papà che lavora alla Snam, la mamma insegnante, la sorella medico: il suo sogno, ovviamente, fare l’avvocato.

Alessandro invece lavora da più di un anno, si occupa di marketing (e non solo) in un’azienda di Bergamo. Forse il più ‘proletario’ di tutti: il padre ferroviere, la mamma consulente finanziaria. Lascia la Franciacorta a 19 anni, va a studiare prima a Forlì e poi in Estonia: cresciuto in fretta, a 26 anni ancora da compiere è già sposato, vive con una ragazza di San Pietroburgo, dove ha pure conseguito un master. Lo ammette senza timore: “Voglio arrivare lontano”. Ma lo fa ringraziando la sua famiglia, “devo tutto ai miei genitori, senza di loro non ce l’avrei mai fatta”.

Ma il Rotary non è solo giovani. A Gardone Riviera quasi 250 ospiti, da tutta la Lombardia, ‘capitanati’ dai padroni di casa del Rotary di Desenzano e Salò, e dal presidente Renzo Dusi. Anche se il protagonista della serata non poteva che essere Fabio Zanetti, il governatore del Distretto 2050 – da 3100 soci: è lui che decanta dell’importantissima “funzione formativa” del Ryla, senza dimenticare del “fiore all’occhiello delle nostre borse di studio”, e poi i ragazzi del Rotaract e dell’Interact, “l’unica via del nostro domani sono loro, i giovani”.

Poi c’è il tempo del ricordo. Tra i tanti ospiti c’è anche Enzo Cossu, il decano dei governatori. Ex avvocato, per 15 anni presidente della locale Croce Rossa: unico al mondo – ripeto, al mondo – ad aver governato il Distretto per tre volte consecutive. “Quando sto in mezzo ai giovani mi sento di nuovo felice – racconta al limite della commozione – Mi sembra di rivivere la loro esperienza, la loro scoperta. Alla ricerca dei valori che mi hanno accompagnato per tutta la vita: l’amicizia, la condivisione, la solidarietà”.

Ma c’è tempo per un altro ricordo, forse più silenzioso, sicuramente più amaro. Il ricordo di Federico Gozio di Gussago, anche lui “uno del Ryla”. Morto a soli 22 anni, travolto quando era in sella alla sua bicicletta. Con le lacrime agli occhi la dedica dei suoi amici più cari, dei suoi compagni d’avventura. Tra loro anche l’amica di sempre, Benedetta. I capelli scuri, gli occhi che guardano in giù mentre scorrono le parole che lei vuole dedicare a Federico. “Glielo si leggeva negli occhi, che era destinato a grandi cose. Lo si intuiva, lo si percepiva. Ma il destino non ha voluto, non gliel’ha permesso. Ci ha lasciato in un modo imprevisto e imprevedibile, improvviso e tragico”. 

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