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Brescia: tanta criminalità e pochi libri, qualità della vita dimezzata

Lo studio del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle città e nelle province italiane: Brescia tiene solo per quanto riguarda il PIL procapite, poi crolla su ambiente, giustizia e cultura. Sui dati economici lo spettro dell'evasione

Centosette città e province italiane, sotto la lente d’ingrandimento dei ‘tecnici’ del Sole 24 Ore. Tecnici che hanno analizzato nello specifico diversi ‘fattori di felicità’, fino a stilare una speciale graduatoria che tenga conto di una valutazione d’insieme, o che oppure si faccia ‘separata’ e particolare.

Uno studio più ‘classico’ di quanto sembri, sulla cosiddetta “qualità della vita”: dalla criminalità al traffico, dall’inquinamento al lavoro, dalla scuola alla giustizia. Un bel faldone di fattori, che tutti insieme fanno emergere un dato inequivocabile: Brescia crolla di una trentina di posizioni, dal 26mo posto del 2012 al 53mo del 2013.

Una picchiata in negativo quasi anomala, soprattutto se confrontata con le altre realtà del Nord Italia, e ancora con il 2012, dove Brescia aveva guadagnato ben sei posizioni. A dar man forte alla ‘picchiata’ dunque la questione ambientale (proprio in questi giorni un nuovo studio conferma l’elevata mortalità da inquinamento) ma anche il costo della vita, soprattutto in città, case troppo care e inflazione ‘locale’ spesso troppo elevata.

Male anche la scuola e la cultura: gli asili nido in particolare, ma anche librerie e cinema, con tutte le conseguenze del caso. Anche la giustizia, con un 61mo posto in costante discesa, anno dopo anno, e su cui non possono aver inciso i recentissimi tagli ‘a caduta’. Dall’altra parte invece, sulla criminalità, si sale: e non solo furti e rapine, ma anche truffe e illeciti ‘finanziari’.

L’unica posizione ‘mantenuta’, riguarda quella del PIL procapite, a quota ravvicinata dai 28mila euro: e se in fondo l’economia, in ultima istanza, è la base del ‘movimento reale’, meglio che a Brescia si vada a fondo nei dettagli: una delle province dove l’evasione fiscale è più a rischio, dove parte di quelli a reddito zero, o a pensione minima, hanno case, e SUV.

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