rotate-mobile
Economia

Sangue in fabbrica e sulle strade: il triste primato di Brescia per le morti sul lavoro

Una strage senza fine

La ripresa economica ha un prezzo: anche di sangue. Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all'Inail da gennaio a novembre sono state 652.002, in aumento del 29,8% rispetto alle 502.458 dei primi 11 mesi del 2021: +32,5% rispetto alle 492.150 dello stesso periodo del 2020 e +10,4% rispetto alle 590.679 del periodo gennaio-novembre 2019. Sono i numeri di un dramma quotidiano per i lavoratori di tutta Italia, resi noti alla fine dell'anno dall'Inail: "Si osservano - fa sapere l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro - incrementi generalizzati degli infortuni sul lavoro in quasi tutti i settori produttivi, in particolare Sanità e assistenza (+125,5%), Trasporto e magazzinaggio (+94,7%), Amministrazione pubblica (+63,2%) e Servizi di alloggio e ristorazione (+59,6%)".

L'osservatorio di Bologna: 1.499 morti nel 2022

Le denunce di infortunio con esito mortale da gennaio a novembre sono state 1.006, 110 in meno rispetto alle 1.116 registrate nei primi 11 mesi del 2021 (-9,9%): il triste primato spetta ancora una volta alla Lombardia, regione più ricca, popolosa e produttiva d'Italia, con 20 decessi segnalati in provincia di Brescia, 14 a Milano, 7 a Bergamo e Pavia, 6 a Monza, 4 a Montava, 3 a Como, Lecco e Varese, 2 a Lodi. Ma il quadro è ancora più a tinte fosche secondo l'Osservatorio indipendente di Bologna sulle morti sul lavoro: al 31 dicembre risultano 1.499 decessi di cui 757 sui luoghi di lavoro e i restanti sulle strade e in itinere.

Confermata la "maglia nera" lombarda: 107 decessi al 31 dicembre (ma sono 225 considerando anche l'itinere) di cui 29 in provincia di Brescia, 21 a Milano, 12 a Bergamo, 8 a Lecco, 7 a Como, 6 a Cremona e Pavia, 5 a Mantova, 4 a Monza, 3 a Sondrio e Varese, uno a Lodi. Sul totale dei morti sul lavoro in tutta Italia circa il 15% sono lavoratori stranieri.

Le denunce di malattia professionale nel 2022

Le denunce di malattia professionale protocollate all'Inail nei primi 11 mesi del 2022 sono state 55.732, in aumento di 4.928 casi (+9,7%) rispetto allo stesso periodo del 2021. L'incremento delle patologie denunciate è stato più consistente nelle Isole (+23,3%), seguite dal Sud (+10,2%), Nord-Ovest (+9,6%), Centro (+9,1%) e Nord-Est (+4%). Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell'orecchio continuano a rappresentare, anche nei primi 11 mesi dell'anno scorso, le prime tre malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle malattie del sistema respiratorio.

"Il capitale non ha riguardi per la salute e la durata della vita dell'operaio, quando non sia costretto a tali riguardi dalla società", scriveva Marx nel lontano 1867. Da allora (sono passati oltre 150 anni) non sembra che sia cambiato poi molto: in tutto il mondo, ogni giorno, si stimano più di 6mila morti sul lavoro o per malattie professionali, quasi 2,2 milioni l'anno. Come un'epidemia senza fine.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sangue in fabbrica e sulle strade: il triste primato di Brescia per le morti sul lavoro

BresciaToday è in caricamento