Metalli Capra, odissea senza fine: ancora nessuna offerta e 80 operai a rischio

Convocato un tavolo occupazionale in Prefettura: sono circa 80 gli operai al lavoro per la Metalli Capra. Saltato l'interesse arabo, ancora nessuna offerta

Castel Mella, Raffineria Metalli Capra

Odissea senza fine per la Raffineria Metalli Capra, azienda che ancora oggi occupa circa 80 dipendenti, dislocati negli stabilimenti di Castelmella (il quartier gnerale) e Montirone. Il gruppo è alle prese con una complicata procedura di concordato preventivo, un rosso in bilancio che nel 2017 ha sfiorato i 40 milioni di euro, la produzione ferma ormai da mesi.

Proprio in queste ore è stato programmato un incontro in Prefettura, a cui parteciperanno anche le Rsu e rappresentanti sindacali, per discutere delle future prospettive occupazionali degli operai. Dal punto di vista aziendale invece, risulta definitivamente tramontata l'ipotesi di una cessione alla multinazionale Jordan Steel Work, con sede in Giordania.

Ma ci sarebbero già altre due società interessate a un'eventuale acquisizione. Lo scrive il Giornale di Brescia, specificando però che al momento non risulta nessuna offerta concreta, ma solo manifestazioni d'interesse.

La prima è italiana, la società Logistica con sede a Milano (e guidata tra l'altro da un bresciano): la seconda invece è la Tribology India Limited, con sede a Chennai. Fondata nel 1984, collabora oggi con colossi come Tata o Ford.

In questi giorni la Metalli Capra ha presentato un nuovo piano di rilancio, in funzione della richiesta di concordato preventivo. Una situazione complessa: sono già sette le istanze di fallimento presentate dai creditori nei confronti del gruppo. E anche se c'è il progetto per il recupero ambientale, rimane ancora da sciogliere il nodo della discarica di Capriano del Colle.

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