Giù il sipario sull’azienda del mistero: 2,5 milioni di euro per immobile e materiali

L'ultimo atto (economicamente parlando) della Fonderia Bozzoli di Marcheno: sono stati venduti all'asta, per 2 milioni e mezzo di euro, sia i materiali rimasti che l'immobile di Via 2 Giugno

Carabinieri alla Fonderia Bozzoli © Bresciatoday.it

Giù il sipario, almeno dal punto di vista economico, sulla Fonderia Bozzoli di Marcheno: anche il secondo lotto in vendita nell'ambito del concordato preventivo è stato battuto all'asta, acquistato dalla Migal (sempre di Marcheno), azienda speicalizzata nella produzione di utensili e stampi per l'industria.

La Migal ha acquisito il materiale rimasto, pani di alluminio e barre di rame e ottone, oltre all'immobile (tipo magazzino) di Via 2 Giugno per poco più di 2 milioni e mezzo di euro. Solo pochi mesi fa invece era stata venduta all'asta la fabbrica vera e propria, acquistata per circa 4,5 milioni dalla Rivadossi di Lumezzane.

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Il triste destino di uno storico gruppo industriale bresciano: l'azienda era stata posta sotto sequestro per le indagini sulla scomparsa dell'imprenditore Mario Bozzoli (per cui risultano ancora indagati i suoi nipoti, Alex e Giacomo, insieme a due operai) e poi riaperta, ma senza mai essere riuscita a ripartire davvero.

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