L'Iveco taglia un turno di lavoro, 150 euro in meno in busta paga per gli operai

Per la prima volta gli operai del reparto produttivo dello stabilimento bresciano effettueranno un unico turno di lavoro, percependo circa 150 euro in meno in busta paga. Continuano anche i trasferimenti nell'impianto di produzione di Suzzara, nel Mantovano

BRESCIA. Un solo turno di lavoro, 150 euro in meno in busta paga. Dal rientro dalla vacanze, circa 1.800 operai del reparto produttivo dell’Iveco, che conta in tutto 2.444 dipendenti, rispettano il seguente orario: dal lunedì al venerdì, dalle 7.45 alle 16.15. Una novità storica - la produzione era sempre stata organizzata su più turni - già annunciata lo scorso luglio, dopo la firma dell’accordo tra l’azienda e sindacati. Un’intesa che prevede anche un anno di cassazione straordinaria, misura entrata in vigore lo scorso 21 agosto. La riduzione delle ore di produzione porterà alla decurtazione dagli stipendi di 150 euro. A dirlo è il segretario provinciale della Fiom, Francesco Bertoli. 

Bresciano senza lavoro e sotto fratto:
"Mi dimetto da cittadino italiano"

Un taglio alle ore di produzione, scrive il Giornale di Brescia, che arriva a pochi giorni dalla presentazione ufficiale alla città del nuovo Eurocargo e si somma ai trasferimenti di personale (ormai definitivi) allo stabilimento mantovano di Suzzara. L’investimento per le iniziative di commercializzazione del nuovo mezzo - che “debutterà” il prossimo 15 settembre - sfiora i 32 milioni di euro, ma le commesse non dovrebbero andare oltre la quota di 14 mila veicoli all’anno. Uno sforzo produttivo decisamente inferiore rispetto al passato (nel 2007 in via Volturno venivano prodotti più di 20 mila mezzi), che non rende, quindi, necessario il doppio turno.

Quanto ai trasferimenti, gli 85 operai operai dirottati nello stabilimento di Suzzara negli ultimi mesi si vanno ad aggiungere ai 33 già stabilizzati nel 2014. Entro la fine del 2015, inoltre, altri 121 dipendenti lasceranno per sempre lo stabilimento di via Volturno. Cifre che secondo Francesco Bertoli sono destinate a gonfiarsi. Secondo il sindacalista, l’azienda ha l’intenzione di trasferire altre 200 persone entro la fine di settembre più altre 400 nel 2016.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La nuova star della dieta? Un nutrizionista bresciano: "Ecco il mio metodo"

  • Tutta la Lombardia zona rossa fino al 27 novembre: poi cosa succede

  • Massimo Boldi: il negazionista Covid testimonial del nuovo spot di Regione Lombardia

  • Barista fa sesso con un imprenditore, resta incinta e perde il bimbo: "Dammi 60mila euro"

  • Covid: 10 morti e 256 positivi, i nuovi contagi Comune per Comune

  • Tutte le regioni zona gialla a dicembre, ma si va verso il divieto di spostamento

Torna su
BresciaToday è in caricamento