Morire di lavoro: 21 lutti, Brescia è la provincia più funesta d'Italia

La nostra provincia si conferma la più letale per operai e lavoratori. In Italia i decessi sono scesi del 4% rispetto al 2011, ma la percentuale è falsata dal numero di posti di lavoro persi a causa della crisi

Anche il 2012 è stato drammatico per il numero di morti a causa del lavoro in Italia: 1200 in totale, di cui 622 sui luoghi di lavoro, nonostante la crisi devastante che ha colpito il nostro paese.

Si registra una diminuzione dei decessi sui luoghi di lavoro del 4%, percentuale irrisoria se si pensa a quante persone hanno perso il lavoro o sono in mobilità e in cassa integrazione.

La Lombardia conta 80 morti e ha superato del 2,5% quelli dell'intero 2011, mentre la provincia di Brescia con 21 lutti risulta la prima in questa triste classifica, come da sempre negli ultimi anni.

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"Con i nostri dati siamo già in grado di fare un bilancio dell’anno appena passato - spiega l'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro -. Le statistiche dell’INAIL arrivano dopo alcuni mesi e registrano notoriamente un numero di morti inferiore al nostro dato. Quale è la ragione? L’INAIL monitora solo i suoi assicurati e moltissimi morti sui luoghi di lavoro non sono assicurati: non lo sono gli anziani agricoltori schiacciati dal trattore (sono più di 100 anche quest’anno) e non lo sono i lavoratori che muoiono in nero anche in itinere, non lo sono i militari dell’Esercito. Probabilmente non sono assicurati all’INAIL neppure i poliziotti e i carabinieri".

L'Italia, che ha 60 milioni di abitanti, conta il triplo dei morti della Germania (poco più di 250 nel 2011 contro i nostri 663) che ha venti milioni di abitanti in più ed è una nazione più industrializzata della nostra.

Spesso si ha la percezione che a morire siano soprattutto operai nelle fabbriche mentre sono “solo” intorno al 7%, mentre - per la stragrande maggioranza - i lutti si verificano nelle micro aziende dove il sindacato e la prevenzione non esistono; in agricoltura, dove si muore per il 33% sul totale, dei quali un terzo schiacciati da un trattore senza protezioni; e per il 29% sui cantieri edili, dove gli operai muoiono cadendo dall’alto o travolti dai mezzi che guidano loro stessi o i loro colleghi, o dal materiale che stanno manovrando.

"I lavoratori sono poco importanti per i media come non lo sono più per la politica - attacca Carlo Soricelli, sempre  dell'Osservatorio Indipendente di Bologna -, visto che in questa legislatura sono stati solo 4 gli operai eletti deputati o senatori su 945 in parlamento. E nella prossima sarà anche peggio nonostante i lavoratori dipendenti siano la maggioranza dei votanti. Dove finiscono i milioni di euro che lo Stato stanzia per la prevenzione degli infortuni sul lavoro? A chi vanno e come sono spesi questi soldi se poi i risultati sono così deludenti? Credo che su aspetti così importanti deve essere fatta chiarezza".
 

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