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Crisi: dal 2008 il potere d'acquisto delle famiglie italiane è sceso del 5%

Il dato è stato reso noto dall'Istat. Ma, secondo le associazioni dei consumatori, lo scenario sarebbe di gran lunga peggiore: le famiglie italiane che si troverebbero in condizioni di difficoltà economica sarebbero circa il 40% del totale

Secondo i dati Istat resi noti oggi, il potere d'acquisto delle famiglie italiane è sceso di circa il 5% dal 2008.

Causa la crisi finanziaria scoppiata nell'estate del 2007 (originatasi negli Stati Uniti con lo scandalo dei mutui subprime: in realtà, solo la punta di un enorme iceberg), quasi la metà  delle famiglie italiane versa, ormai, in condizioni di difficoltà.

Al di là dei dati ufficiali Istat, infatti, che prendono in considerazione solo le persone sotto la soglia di povertà,  le famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese sono ormai il 40% (dati Codacons).

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Una condizione non certo aiutata dall'aumento indiscriminato dell'Iva e delle accise, che hanno infiammato l'inflazione, una tassa invisibile che colpisce in primo luogo i ceti a più basso reddito, o da tutte le nuove tasse, ormai la maggioranza, che colpiscono i cittadini indipendentemente dal reddito, in barba all'art. 53 della Costituzione.

Per le associazioni dei consumatori, questi dati dimostrano quale sia il problema dell'Italia, dove, dallo scoppio della crisi, “il Governo si è preoccupato solamente di salvare le banche e di azzerare il deficit, seguendo pedissequamente i dettami europei, ma non di aiutare le famiglie in difficoltà, salvaguardando la capacità di spesa degli italiani, le retribuzioni reali e, quindi, i consumi.”
 

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