Economia

"Il mercato non aspetta": cassa integrazione per 36 operai

Più di cinque anni di investimenti e poi il mancato accordo: destino amaro per la Innse di Milano, che oggi occupa ancora 36 dipendenti. La proprietà è della bresciana Camozzi: via alla cassa integrazione

Foto d'archivio

Una trattativa che negli ultimi mesi si è arenata, e che rischia di non riprendere. Con l'avvio dello stato di crisi e della cassa integrazione straordinaria per tutti e 36 i dipendenti il destino sembra ormai già segnato: siamo a Rubattino, quartiere di Milano, dietro ai cancelli della Innse, la Innocenti Sant'Eustachio ben nota alle cronache nazionali per i cinque operai che erano saliti sulla gru, vi erano rimasti giorno e notte per difendere il posto di lavoro.

Nel 2009 la storica azienda metalmeccanica milanese era stata acquisita dai bresciani del gruppo Camozzi: da ieri a oggi sembra che Camozzi abbia investito circa 12 milioni e mezzo di euro per il rilancio dell'azienda. Rilancio che probabilmente mai ci sarà: all'appello mancherebbero altri 8 milioni, ma gli investimenti sono bloccati. Forse definitivamente.

Proprio la dirigenza di Camozzi ha infatti annunciato di voler abbandonare il progetto. “Il mercato non ha tempi infiniti”, ha commentato il patron dell'azienda bresciana, Lodovico Camozzi, come riportato da agi.it. Il progetto di ristrutturazione prevedeva il rinnovo del parco macchine ma pure una riorganizzazione aziendale. Esuberi o meno, il documento aziendale presentava comunque un percorso “di facilitazione all'accesso al pensionamento” per alcuni lavoratori.

Proprio il tema della riorganizzazione dell'azienda, con la concentrazione della produzione in un'area ristretta per ridurre i costi, avrebbe fatto saltare l'accordo. Le rappresentanze sindacali non solo non hanno mai firmato, ma non hanno nemmeno intavolato la trattativa. I sindacati avrebbero chiesto maggior chiarezza, rimanendo disponibili al confronto escludendo però l'utilizzo a ranghi ridotti della fabbrica.


La Innse nasce addirittura nel 1931, si chiamava 'Società generale per l'industria metallurgica e meccanica Innocenti”, fondata a Milano. Le prime attività furono le costruzioni meccaniche: il brevetto più celebre il 'tubo Innocenti', lo snodo da impalcatura utilizzato ancora oggi. Negli anni '50 l'Innocenti produceva anche la Lambretta e la Mini Minor.

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