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Il patron di Esselunga rilancia l'idea dell'hub internazionale a Montichiari

"Dove si trova un'altra area di 44 km quadrati nella valle Padana? A Montichiari ci entrano gli aeroporti di Heathrow, Jfk e Charles de Gaulle"

"Nella valle del Po abbiamo diritto ad avere il nostro hub". Così il patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, in occasione di un convegno sul 'sistema aeroportuale della Valle Padana', rilancia l'idea di trasformare lo scalo di Brescia Montichiari in un hub internazionale del Nord Italia.

"Di aeroporti non ne so niente, ma sono un ubicazionista, nel senso che so cosa bisogna fare per trovare un'ubicazione giusta", aggiunge il fondatore della catena della grande distribuzione.
 

Montichiari, secondo Caprotti, è la location ideale: "dove si trova un'altra area di 44 km quadrati nella valle Padana? - osserva -. Dentro allo scalo bresciano ci entrano gli aeroporti di Heathrow, Jfk e Charles de Gaulle".

Inoltre, sottolinea Caprotti, "a Malpensa la gente non ci vuole andare e neanche i vettori. E' messa lassù per servire l'isola bella e quelli del lago Maggiore, ma per chi è a Ferrara o a Trieste è fuori mano".

"Così come in Germania ci sono tre hub, non vedo perché in Italia non possiamo averne due hub internazionali: uno a Roma e l'altro al nord" spiega ancora Caprotti, che nel novembre scorso si affidò ad una pagina del Corriere della Sera per lanciare la sua proposta di rilancio dello scalo Montichiari-Brescia.

Un' idea condivisa dal 64% degli italiani e dal 67% dei viaggiatori business, secondo un sondaggio Ispo presentato da Renato Mannheimer. Più del 30% della popolazione, così come di chi viaggia per affari, però, ritiene che ora non sia il momento di rilanciare lo scalo bresciano.

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