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Brescia peggio di Napoli: per un negoziante su 3 niente scontrino

Oltre 5000 controlli della Guardia di Finanza e almeno 1500 gli esercizi irregolari, che non emettono fattura o scontrino: un danno erariale da mezzo miliardo di euro. A questi si aggiungono altri 550 milioni da frode fiscale

La crisi, la crisi. Uguale per tutti? Niente affatto. E lo confermano i dati ‘snocciolati’ dalla Guardia di Finanza di Brescia, una sorta di bilancio annuale che ripercorre il lavoro e gli interventi delle Fiamme Gialle, in terra bresciana. C'è chi la crisi la paga per forza, e chi invece (a quanto pare) fa solo finta.

Tra negozianti, commercianti, baristi e quant’altro sono stati controllati quasi 5000 esercizi: di questi, circa 1500 risultavano fuori norma. In soldoni, non rilasciavano alcuna ricevuta, men che meno lo scontrino fiscale: una media comune alle botteghe d’Italia, uno su tre. Come a Napoli.

Ricavi non dichiarati che tutti insieme, più o meno, fanno circa mezzo miliardo di euro. A cui si aggiungono altri 550 milioni di fatture false, e altre frodi fiscali. Non male, per il Paese che spesso sa solo lamentarsi, ma che a conti fatti paga un ritardo storico sulla quota di lavoro dipendente, con tutte le conseguenze del caso.

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