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Economia

Lo stabilimento riparte dopo il fallimento: 95 persone sono tornate al lavoro

Ripartiti gli stabilimenti di Brescia e Castegnato

Il sospiro di sollievo tanto atteso è finalmente arrivato: le Fonderie Cervati di Brescia (con stabilimenti in Via Valcamonica e a Castegnato) hanno ripreso a produrre a pieno ritmo. E' il risultato della firma del contratto, per ora in affitto, con Alunext, joint venture controllata al 51% dalla Streparava di Adro (e per il restante dalla Costamp di Sirone, Lecco). Dopo l'accordo raggiunto e la messa a punto di alcune operazioni propedeutiche alla ripartenza dei due siti produttivi, il lavoro è ripreso a partire da lunedì 9 gennaio. Già martedì sono attese le prime consegne.

I dettagli dell'operazione

La società Alunext ha affittato l'intera aziende Fonderie Cervati, acquisendo anche tutti i rapporti di lavoro del personale occupato negli impianti di Brescia e Castegnato, per un totale di 95 dipendenti: Pirola Pennuto Zei & associati ha assistito il gruppo nel corso dell'operazione straordinaria di affitto, in particolare in merito ai profili giuslavoristici dell'operazione. Per gli aspetti aziendalistici il gruppo è stato assistito dalla società di advisory Fai, e per i profili legali e contrattuali dallo studio Amato-Ambrosini. Il fallimento delle Fonderie Cervati è stato infine assistito dal curatore fallimentare Luigi Meleleo, con Stefano Mendolia e Marco Gaviano.

Nuovi contratti per 95 lavoratori

I 95 lavoratori delle Fonderie Cervati sono stati trasferiti in Alunext alle stesse condizioni contrattuali precedenti. L'accordo prevede un contratto della durata di 6 mesi, come per l'affitto dell'azienda: ma l'operazione sarebbe solo il primo passo verso l'acquisizione da parte di Alunext, la newco con sede a Sirone e specializzata nella produzione di getti in lega d'alluminio. Le Fonderie Cervati, fondate nel 1953, sono specializzate nella lavorazione meccanica delle leghe leggere in alluminio, in particolare al servizio del settore automotive.

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