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Maxi frode fiscale da 160 milioni di euro: condanne per 17 anni di carcere

Sono cinque gli indagati che hanno scelto il rito abbreviato: in arrivo le prime condanne. Per altri dieci imputati il processo è stato invece fissato alla fine del prossimo febbraio

Fatture false, truffa allo Stato e frode al fisco, associazione per delinquere, riciclaggio di denaro: sono solo alcune delle accuse mosse nei confronti dei 21 indagati nell'ambito di un'operazione portata a termine dalla Guardia di Finanza circa un anno fa. Venne smascherato un giro d'affari (illecito) da decine e decine di milioni di euro, dal Bresciano alla Romania.

Il sodalizio si era specializzato nell'emettere fatture false (il “buco” registrato sarebbe di oltre 160 milioni di euro), con numerose società cosiddette “cartiere”, cioè che esistevano solo per emettere fatture per merce o servizi mai acquistati o mai venduti. In tutto sarebbero almeno 17 le aziende coinvolte.

A circa un anno dalla chiusura del “blitz” sono arrivate le prime condanne: su 21 persone sono tre quegli assolti e quattro quelli invece per cui è stata chiesta l'archiviazione. Altri dieci indagati verranno invece processati alla fine del prossimo febbraio.

Sono cinque infine gli indagati che hanno scelto il rito abbreviato. Queste le prime condanne: 4 anni e 8 mesi per Francesco Sanfratello di Chiari, 4 anni per il figlio Giuseppe, 3 anni e 8 mesi per Mauro Inselvini di Ospitaletto, 2 anni e 8 mesi per Michele Sonnessa, 2 anni e 4 mesi per Thomas Cristian Botoaga Grama.

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