Nuove iniziative all'European Parkinson Therapy Centre di Boario

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday

Da quando ha ospitato la Conferenza Nazionale sulla riabilitazione della malattia di Parkinson a cui hanno partecipato relatori inglesi e statunitensi di fama mondiale, l'organizzazione no-profit European Parkinson Therapy Centre (EuPaTh) ha acquisito notorietà internazionale per il suo approccio non farmacologico alle fasi precoci della malattia ed ha annunciato una serie di ambiziosi progetti.

Nonostante sia ormai conosciuto in tutto il mondo grazie al passaparola tra i pazienti, in provincia di Brescia e in Valle Camonica molti ignorano ancora l'esistenza del Centro. Per questo EuPaTh ha lanciato un progetto per informare le persone dei servizi disponibili nel Centro e comunicare il messaggio che un altro modo di vivere è possibile, invece di abbandonarsi alla depressione e all'ansia tipiche della malattia. Il progetto prevede anche una collaborazione più stretta con l'ASL Vallecamonica che da tempo sostiene gli obiettivi e il lavoro di EuPaTh.

Sul territorio, in collaborazione con le Terme di Boario, il Centro EuPaTh ha iniziato anche un progetto per fornire fisioterapia, logopedia e supporto psicologico ai bambini affetti da distrofia muscolare di Duchenne e alle loro famiglie. "Lavorando in collaborazione con le scuole, vogliamo offrire ai bambini un percorso terapeutico che li accompagni per tutto il corso dell'anno, in modo da migliorare la qualità della loro vita" afferma Paola Abondio, dirigente scolastica, tra i promotori del progetto.

Il Centro ha inoltre attivato una serie di progetti con l'estero da cui proviene 40% dei pazienti di EuPaTh. Particolarmente intenso è il rapporto con il Medio Oriente dove il Centro collabora con numerosi ospedali, come ad esempio il King Faisal Hospital di Riyadh, in Arabia Saudita. "Il nostro scopo è soprattutto quello di promuovere l'intervento precoce e un messaggio di speranza, invitando i pazienti a soggiornare per una vacanza a Boario Terme e a ricevere una terapia riabilitativa innovativa a livello mondiale che affronta la malattia a 360 gradi" commenta il dottor Alex Reed, Presidente di EuPaTh.

Per quanto riguarda l'Europa, in collaborazione con Parkinson UK, il Centro sta progettando di aprire una serie di "National Parkinson Care Centre" nel Regno Unito che consentirà ai pazienti e alle loro famiglie, appena ricevuta la diagnosi, di usufruire di una giornata di incontri con neurologi, dietisti, psicologi e fisioterapisti che utilizzano il protocollo ReGen, sviluppato in Italia grazie al network di ricercatori di fama mondiale che fa capo ad EuPaTh. "Eliminare lo stigma del Parkinson e fornire ai pazienti un percorso per migliorare la loro qualità di vita" afferma Peter Harling, coordinatore del progetto EuPaTh UK.

I progetti sviluppati dal Centro riguardano naturalmente anche gli aspetti scientifici dell'attività riabilitativa svolta al suo interno. Lo stesso protocollo ReGen è il frutto di una ricerca tuttora in corso i cui primi risultati mostrano un importante incremento delle funzioni motorie, nell'ordine del 15-20% dopo solo 6 giorni. Questi risultati saranno ora verificati con un gruppo di controllo non sottoposto a ReGen. Data l'importanza attribuita da ReGen ai fattori psicologici e motivazionali, il test più probante sarà quello effettuato dopo un periodo più lungo di tempo per verificare le condizioni dei pazienti una volta tornati a casa, indice di un effettivo cambiamento del loro stile di vita.

Nel Centro è stata allestita una nuova palestra per la terapia neuromotoria che consente di utilizzare le tecniche riabilitative più recenti. "L'esercizio preferito dai pazienti è prendere a pugni il sacco da pugilato che si trova nell'angolo della stanza. Mettere KO il Parkinson nel senso letterale del termine è un'attività che riscuote grande successo!" afferma il dottor Reed.

Il coinvolgimento della famiglia, un suggestivo ambiente non ospedaliero, un protocollo basato sulla ricerca che prevede una terapia personalizzata e un'attenzione particolare rivolta ad insegnare come stare meglio anche dopo aver lasciato il centro sono i fattori che hanno determinato un netto incremento delle richieste, grazie ai messaggi dei pazienti già ospiti del Centro che testimoniano di un rapporto più positivo con la malattia e della volontà di vivere la vita in tutta la sua pienezza.

www.terapiaparkinson.it

Torna su
BresciaToday è in caricamento