Economia

Edipower: ora A2A è il secondo produttore nazionale di energia elettrica

"A2A, con l'impegno in Edipower, diventa il secondo produttore nazionale di energia elettrica", sottolinea il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera dopo l'accordo con i francesi di Edf

Edison si fa in due. Col riassetto che assegna a Edf il controllo del gruppo, Foro Buonaparte dimagrisce nell'energia elettrica mentre cresce il peso del gas. Per Edipower si apre una nuova fase: l'ex generation company torna ad essere un' azienda tutta italiana e, insieme alle centrali dell'azionista di maggioranza A2a, sale sul podio degli operatori nel nostro Paese, seconda solo a Enel e davanti alla stessa Edison.

Quest'ultima scende sotto i 9.000 megawatt di capacità installata (da 12.500 Mw attuali) mentre il nuovo polo si attesta a 10.000 Mw grazie alle 9 centrali portate in dote da Edipower.

L'intervento del ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera è stato decisivo per ricompattare la turbolenta compagine azionaria italiana e per convincere i francesi, in primis il presidente di Edf Henri Proglio, della bontà della proposta avanzata da A2a, altro vincitore di questa partita.

L'idea del direttore generale (e non finanziario, Ndr.) Renato Ravanelli di prendersi tutta Edipower, messa poi nero su bianco dal presidente del Cdg Giuliano Zuccoli nella lettera a Proglio, ha contribuito a dare una svolta alle trattative, che sembravano finite su un binario morto a ridosso della scadenza, il 30 dicembre, dei patti tra i francesi e Delmi. Per Zuccoli e per il presidente del Cds di A2a, Graziano Tarantini, che ringraziano Passera "per il supporto istituzionale fornito in questi ultimi giorni, nell'interesse del sistema industriale italiano", l'operazione "rafforza la società e la consolida nel ruolo di maggiore multiutility in Italia".

La crescita, indicano i due manager, "proseguirà nel prossimo futuro anche attraverso nuove comuni iniziative con i partner italiani". Il primo passo sarà la fusione tra Delmi ed Edipower, anche per ridurre la minusvalenza da 1 miliardo di euro a carico della holding che raggruppa le ex municipalizzate A2a (Milano e Brescia), Iren (Torino, Genova, Reggio Emilia-Parma-Piacenza), Dolomiti Energia (Trento), Sel (Bolzano) e i soci finanziari Mediobanca, Fondazione Crt e Bpm.


Più avanti la nuova società energetica potrebbe fare da polo aggregante per le municipalizzate. L'asse tra A2a e Iren, ha sottolineato il presidente di quest'utlima, Roberto Bazzano, "potrà rappresentare, a seguito della concentrazione di Delmi ed Edipower, un punto di partenza per l'aggregazione di ulteriori player, in particolare nel settore della generazione, per far crescere la capacità competitiva del nuovo soggetto a livello nazionale".

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