Economia

Tari, Imu, multe e bollo auto: cosa succede con il decreto Sostegni

La maggioranza è alla ricerca di un compromesso. Quali le novità per chi ha maturato un debito con lo Stato

Quali sono le novità in vista per chi ha maturato un debito con lo Stato? Era questo uno dei punti più discussi all'interno del nuovo Decreto Sostegni, approvato solo poche ore fa e annunciato in diretta dal neo-presidente del Consiglio Mario Draghi. Da tecnico vero, il premier non usa mezze parole: "Questo in effetti è un condono - ha detto - ma contenuto negli importi, fino a 5mila euro, e fino a un certo reddito". Il condono riguarderebbe tutti i debiti dei contribuenti di importo pari o inferiore, appunto, a 5mila euro, già affidati alle agenzie di riscossione negli ultimi dieci anni (dal 2011). Così facendo, il debito verrebbe cancellato automaticamente, senza alcun onere a carico del contribuente. Si stima l'annullamento di cartelle esattoriali per oltre 61 milioni e mezzo.

Dalla Tari all'Imu: stralcio cartelle, via multe e sanzioni

Dopo un braccio di ferro durato ben due ore e mezzo, è passata la proposta di mediazione sul nodo cartelle avanzata dal ministro Daniele Franco e del premier Mario Draghi, dubbioso su una sanatoria di ampio respiro. Dunque sì alla cancellazione di vecchie cartelle, ma solo con un reddito Irpef che non superi i 30mila euro. Il colpo di bianchetto sulle cartelle varrà fino dal 2011 al 2015, mentre inizialmente avrebbe dovuto coprire addirittura 15 anni, a partire dall'anno 2000.

Cosa c'è nel Decreto Sostegni

In attesa di scoprire la versione definitiva del decreto, vediamo quali sono le norme principali contenute nella bozza del documento. Si tratta di 44 articoli, tra cui c'è ancora lo 'stralcio' delle cartelle, tema ancora aperto nel confronto di governo, ma solo la possibilità per gli operatori economici in grande difficoltà, che hanno subito una riduzione del volume d'affari oltre il 30%, di accedere ad una definizione agevolata delle cartelle.

Indennità da 2.400 euro per i lavoratori stagionali, gli intermittenti e gli autonomi senza partita Iva. Il provvedimento atteso oggi in Consiglio dei ministri finanzia con 400 milioni il fondo per i lavoratori dell'ex Ilva. Tra le voci di spesa anche 2,8 miliardi per l'acquisto dei vaccini e dei farmaci per curare il Covid.

Ristori dal 20 al 60% delle perdite per le attività con fatturato fino a 10 milioni di euro, da un minimo di mille euro ad un massimo di 150mila. L'ammontare della perdita è calcolato sulla base della media mensile 2020 sul 2019. In tutto 44 articoli nel decreto che estende anche precompilata Iva al debutto quest'anno: l'avvio sperimentale del processo di predisposizione da parte dell'Agenzia delle Entrate delle bozze dei registri Iva e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche è rinviato alle operazioni effettuate dal primo luglio. Il decreto stanzia inoltre 2,5 miliardi di euro per il fondo per l'esonero contributivo di autonomi e partite Iva per il 2021.

Fonte: Today.it

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