Non si compra più manco al discount: a rischio 58 mila negozi

Per la prima volta i dati Istat registrano una flessione delle vendite nel settore alimentare dei discount. Per Confesercenti, nel 2013 sono a rischio chiusura 58 mila negozi

"Il 2013 comincia con gli stessi pesanti andamenti negativi con i quali si era concluso il 2012", afferma il presidente di Federdistribuzione, Giovanni Cobolli Gigli, commentando gli ultimi dati Istat sul commercio al dettaglio a gennaio, che segnano un -3% su base annua e dello 0,5% su base mensile: la settima flessione tendenziale consecutiva.

La flessione più marcata (-0,6%) si rileva per il settore alimentare, dove per la prima volta segnano un calo delle vendite anche i discount. Per Coldiretti il dato si spiega con una flessione dell'11,3% delle famiglie che acquistano frutta, perchè non possono più permettersela a causa della crisi. Confesercenti rincara la dose: "Se nulla cambierà, a fine anno saranno cancellati più di 58 mila negozi".

Per Federdistribuzione, inoltre, anche per i mesi successivi la dinamica delle vendite non è destinata a cambiare. Per questo "bisogna evitare in tutti i modi - spiega ancora Cobolli Gigli - un ulteriore aumento dell'Iva a luglio, un provvedimento depressivo dei consumi il cui rilancio deve invece essere il perno sul quale fondare la ripresa".

Le prospettive per l'anno in corso sono, dunque, "estremamente preoccupanti" e le imprese distributive temono cali ulteriori degli indicatori di redditività già "ridotti a pochi decimali sopra lo zero".

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