Economia

Coronavirus, allarme turismo: sul Garda a rischio 9.000 posti di lavoro stagionali

Annullate più di 9mila prenotazioni, a rischio oltre 9mila posti di lavoro stagionali: allarme rosso per il turismo del lago di Garda

Lago di Garda

Sono già diverse le strutture alberghiere del lago di Garda che hanno posticipato la consueta apertura stagionale: tra queste anche alcuni pezzi da novanta come il Lefay Resort di Gargnano, che quest’anno aprirà i battenti solo il 9 aprile prossimo (salvo ulteriori indicazioni). Ma come riporta Bresciaoggi, è tutto il comparto che è in fortissima agitazione.

Ad oggi i numeri non promettono nulla di buono, anzi. Nel pieno dell’emergenza Coronavirus, per cui ancora non si prevede il picco, in questi ultimi giorni si è registrato l’annullamento di oltre 9mila prenotazioni per il solo periodo di Pasqua. Dunque gli alberghi saranno deserti. Un trend che inevitabilmente si ripercuote anche sulle altre strutture ricettive, come campeggi, case vacanze e bed&breakfast.

A rischio 9.000 posti di lavoro

Sarà probabilmente una stagione da un incubo, ma non solo per proprietari e imprenditori. I primi a pagare dazio, come sempre, saranno i lavoratori dipendenti delle diverse strutture gardesane. A fronte di una forza lavoro stagionale, sul Garda quantificata in circa 12mila unità, al momento sono stati “congelati” i contratti di oltre 9mila persone. Il rischio è che non ci sia più bisogno di loro. E che quindi rimangano tutti a casa. Senza lavoro.

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