Coronavirus, la Fase 2 è iniziata: al lavoro più di 250.000 bresciani

Le strade si riempiono, fabbriche e imprese ripartono: al via dall’alba di lunedì 4 maggio la Fase 2 anche in provincia di Brescia

Al lavoro con guanti e mascherina © Bresciatoday.it

Parola d’ordine sicurezza: è questa la nuova sfida cui saranno chiamate le decine di migliaia di aziende bresciane che oggi, lunedì 4 maggio, riaprono i battenti per il primo giorno della Fase 2 (e vanno ad aggiungersi alle oltre 50mila già aperte nelle scorse settimane, tra nuovi decreti e deroghe). Anche i sindacati, in occasione del Primo Maggio, hanno annunciato controlli serrati per il rispetto delle nuove norme della nuova normalità. 

Staremo a vedere, ma intanto si comincia. Sono circa 250mila i lavoratori bresciani che oggi varcheranno le soglie di fabbriche, officine, uffici e altro ancora. Di questi circa 100mila andranno in fabbrica: sono 1.700 gli operai e gli impiegati che torneranno al lavoro all’Iveco entro il prossimo 11 maggio: in queste ore ha aperto il reparto dei mezzi speciali, dalla prossima settimana anche il reparto dei mezzi commerciali.

Riaprono le fabbriche

Ma ci sono anche altre grandi aziende che hanno riaperto in queste ore, come la Ghial di Castegnato e la Fonderia di Torbole. Hanno già riaperto da un paio di settimane invece l’Alfa Acciai, la Beretta, la Feralpi, la Lonati. “Si spera per la fine di maggio di raggiungere un 90% della nostra capacità produttiva”, fa sapere il presidente di Aib, Associazione industriali bresciani, Giuseppe Pasini.

“Se non ci saranno nuove emergenze sanitarie – continua Pasini – questa sarà la nostra nuova normalità, ai tempi del Coronavirus. Temo che i due mesi di chiusura causeranno molti problemi a tante nostre aziende che facevano parte di filiere internazionali. Soffriremo l’incertezza della domanda e delle asimmetrie dei mercati esteri. In molti casi ci saranno da ricostruire quote di mercato perdute”.

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Edilizia e artigianato

Ai 100mila delle fabbriche si aggiungono altri 100mila lavoratori dipendenti e autonomi del mondo dell’artigianato. Ma riparte anche l’edilizia, per una stima di circa 20mila addetti solo nel Bresciano. Le aziende del terziario (servizi bancari, assicurativi, consulenza, progettazione e altro) nella stragrande maggioranza dei casi proseguiranno la propria attività in smart working.
 

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