Venerdì, 30 Luglio 2021
Economia

Coronavirus: chiesta la cassa integrazione in deroga per 17mila lavoratori bresciani

Sono stati resi noti i dati di Regione Lombardia sulla cassa integrazione in deroga: 6.810 azienda hanno presentato richiesta, per un totale di quasi 17mila lavoratori

Lonato, operaio con mascherina alla Feralpi - Foto d'archivio © Bresciatoday.it

Al 6 maggio scorso risultano 6.810 domande di cassa integrazione in deroga (Cigd) presentate da piccole e medie imprese bresciane, per un totale di poco meno di 17mila lavoratori: a questi dovranno essere erogate integrazioni salariali pari a quasi 4 milioni e mezzo di ore non lavorate. I dati sono stati resi noti da Regione Lombardia: sono più di 53mila le domande presentate in tutto il territorio lombardo, per oltre 130mila lavoratori.

Ai dati regionali si devono aggiungere le richieste già presentate da oltre 10mila aziende bresciane, per un totale di altri 90mila lavoratori: nello specifico, sono le richieste di ammortizzatori sociali che non riguardano la cassa integrazione in deroga (e quindi la cassa integrazione ordinaria o il fondo d'integrazione salariale).

Le domande ora al vaglio dell'Inps

Le domande presentate dovranno essere finanziate dall'Inps, l'Istituto nazionale di previdenza sociale: non è chiaro quando questo succederà, anche perché – come ammesso dagli stessi dirigenti – l'elevato numero di richieste non potrà che rallentare, inevitabilmente, anche la loro erogazione.

“La Lombardia – spiega l'assessore regionale al Lavoro Melania Rizzoli – dà garanzie per la cassa integrazione dal 2014, a dimostrazione di un meccanismo già rodato e affidabile. Abbiamo già messo a disposizione 5,5 milioni di euro, come garanzia: ora tocca all'Inps pagare i lavoratori lombardi”. 

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