Domenica, 26 Settembre 2021
Economia

Fisco, raffica di controlli in arrivo: chi rischia l'accertamento

Nel triennio 2021-2023 previste 340mila verifiche fiscali su professionisti, lavoratori autonomi e piccole imprese. Si punta sull'adempimento collaborativo

L'obiettivo, nel triennio 2021-2023, è quello di effettuare 340mila verifiche fiscali. I controlli riguarderanno professionisti, lavoratori autonomi e piccole imprese. Per alcune categorie il rischio sarà maggiore.

Fisco, 340mila controlli in arrivo nel 2021, 2022 e 2023

Nel "Piano delle performance" dell'Agenzia delle Entrate è tutto messo nero su bianco:. "Per quanto attiene la pianificazione per il triennio 2021-2023 l’Agenzia, nel rispetto delle priorità politiche da perseguire, ha individuato quattro aree strategiche (Servizi, Prevenzione, Contrasto e Risorse), in cui sono individuati gli obiettivi che intende raggiungere, le azioni da mettere in atto e gli indicatori volti a misurare il grado di conseguimento degli stessi obiettivi".

L’Agenzia delle Entrate ha quindi in programma di incrementare i controlli nei confronti dei contribuenti (specialmente quelli che otterranno un punteggio più basso agli ISA. Gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni sono stati istituiti per favorire l’emersione delle basi imponibili e stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti, tramite l’utilizzo di forme di comunicazione preventiva rispetto alle scadenze fiscali. Gli ISA esprimono su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente, 

Nei fatti, si punterà forte sull'adempimento collaborativo. Ambizioso il piano di recuperare circa 14 miliardi di euro nell'anno in corso, 15,36 miliardi nel 2022 e 15,32 miliardi nel 2023. Sarà possibile solo e soltanto con controlli più mirati, e con una valutazione del rischio concentrata sui soggetti ad elevata pericolosità fiscale. Il piano è di far rientrare nel periodo di riferimento, una percentuale di modelli 730 precompilati trasmessi dal contribuente pari al 15% del totale dei 730 ricevuti dall’Agenzia. L'Erario coinvolgerà sempre più soggetti economici per la trasmissione delle informazioni necessarie alla predisposizione delle dichiarazioni precompilate.

Gli "indicatori sintetici di affidabilità fiscale" e i controlli

Gli "indicatori sintetici di affidabilità fiscale" promettono di essere altra cosa rispetto agli studi di settore. La lotta all'evasione fiscale, e questa è una certezza, deve cambiare passo, e il Fisco aggiorna in continuazione la macchina dei controlli. L'Agenzia delle Entrate dall'anno dal 2020 incrocia in maniera ancora più organica e approfondita le informazioni delle varie banche dati. Il primo controllo, ovviamente, resta quello tra ciò che è presente nelle dichiarazioni fiscali e cosa dice l'anagrafe dei rapporti finanziari (ovvero i movimenti bancari di una persona). Da anni vige infatti l’obbligo, per gli operatori finanziari, di comunicare all’Anagrafe tributaria - denominata Archivio dei rapporti con operatori finanziari - le informazioni sui saldi e sulle movimentazioni dei rapporti attivi. Dal 2014 gli operatori finanziari debbono comunicare la giacenza media annua relativa ai rapporti di deposito e di conto corrente bancari e postali e dei rapporti ad essi assimilati. Banche e altri operatori finanziari inviano già periodicamente e in modalità telematica all’Anagrafe tributaria i dati di natura qualitativa e quantitativa dei loro clienti (italiani) tramite le loro filiali o le loro sedi operative all’estero.

Nei prossimi tre anni le piccole imprese, i liberi professionisti, le Partite IVA saranno, dunque, a rischio verifica fiscale. L'affidabilità fiscale emersa dalle stime degli ISA sarà essenziale. Le stime, in Italia, parlano di almeno 130 miliardi di evasione fiscale totale (il 16% delle tasse che si sarebbero dovute pagare e l’8% del PIL). Risulta in aumento costante il recupero delle cifre evase. Il denaro recuperato, oltre a provenire da azioni di contrasto all'evasione, deriva anche da misure una tantum, da versamenti spontanei e da liquidazioni.

Fonte: Today.it

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