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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Economia

Così l'evasione fiscale aumenta dove si paga in contanti

Secondo le stime dell'Ufficio parlamentare bilancio (Upb), dove maggiore è l'utilizzo del contante, maggiore è anche l'economia "non osservata". Ecco i dati del dossier

Dove maggiore è l'utilizzo del contante, maggiore è anche l'economia "sommersa", soprattutto in Calabria e in Campania. I dati emergono dalle elaborazioni dell'Upb (Ufficio parlamentare di bilancio) sul campione italiano dell'indagine "Study on the use of cash by households" della Banca centrale europea e sui dati della "Relazione sull'economia non osservata e sull'evasione fiscale e contributiva" allegata alla Nadef, la nota di aggiornamento del documento di economia e finanza del 2019. Secondo questo dossier, in Calabria la stima del sommerso arriva ad un picco di circa il 21% dell'economia, corrispondente ad un valore delle transazioni in contante che supera il 90% del totale. In Campania, invece, l'economia non osservata si aggira intorno al 20%, con un utilizzo del contante che si avvicina all'80%.

I dati dimostrano anche che le regioni italiane dove l'utilizzo del contante è più diffuso sono proprio quelle in cui si stimano i maggiori livelli di evasione dell'Iva, l'imposta sul valore aggiunto. All'opposto di Calabria e Campania si trovano Lombardia (meno dell'11% di economia non osservata e un utilizzo del contante in valore tra il 55% e il 60%), il Friuli Venezia Giulia (poco sopra l'11% di economia non osservata e meno del 60% di utilizzo del contante) e l'Emilia Romagna (circa il 12% e sotto il 65%).

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La relazione tra il valore delle transazioni presso i punti vendita regolate in contanti e la stima dell'economia non osservata (anno 2016)

In uno dei capitoli del documento depositato presso le commissioni bilancio di Camera e Senato, l'Ufficio parlamentare di bilancio ripercorre i provvedimenti legislativi che, in modo non sempre univoco, hanno modificato la soglia del contante. Negli ultimi anni è però emersa una tendenza alla riduzione che oggi la manovra del governo inverte di nuovo, alzando da mille a cinquemila euro il tetto alle transazioni, e introducendo il limite di 60 euro sotto il quale gli esercenti possono rifiutarsi di accettare pagamenti con il Pos senza incorrere in sanzioni. "Vengono pertanto modificati, in senso meno restrittivo, meccanismi che generalmente affiancano e forniscono ausilio agli strumenti di contrasto dell'evasione fiscale (split payment, fatturazione elettronica, invio telematico degli scontrini) e del riciclaggio di denaro", evidenzia l'autorità dei conti pubblici.

Un tetto relativamente contenuto al contante, rileva ancora l'Ufficio parlamentare di bilancio, "rientra generalmente in una più ampia strategia antievasione e antiriciclaggio, contribuendo a un più efficace monitoraggio fiscale e del riciclaggio di denaro di provenienza illecita e, di conseguenza, attraverso questo, a un maggiore coordinamento, su queste tematiche, con le altre autorità europee di settore". Il documento Upb cita quindi la letteratura economica, "pressoché concorde nel sostenere che l'aumento dei pagamenti in contanti possa comportare un incremento dell'evasione".

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L'evoluzione della soglia alle transazioni in contante

Da uno studio del 2022 emerge anche che l'aumento del tetto ai contanti varato con la manovra del 2016 - da mille a tremila euro - ha avuto l'effetto collaterale di far crescere l'economia sommersa. Allo stesso tempo un'altra analisi di quest'anno conclude invece che l'abbassamento adottato a fine 2011 - da cinquemila a mille euro - ha contribuito a far calare l'evasione, soprattutto nei settori in cui la propensione ad evadere è più alta.

Fonte: Today.it

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