Turismo a Desenzano: il Consorzio degli Albergatori

Non si può prescindere da una stagionalità diversa che copra vari periodi dell'anno. Per farlo serve un impegno deciso e ponderato: il territorio va salvaguardato, la viabilità va migliorata. Si corre il rischio di "una distorsione del mercato turistico"

Dall’evidenza dei dati di certo non si può scappare. Il Consorzio degli Albergatori di Desenzano mostra le cifre alquanto eloquenti sulla situazione turistica di quella che per molti è sempre stata e sempre sarà la capitale del lago di Garda: l’Ufficio Turismo della Provincia di Brescia, ma anche il quotidiano economico Il Sole 24 Ore, confermano una tendenza particolare sulla quale sarebbe meglio riflettere accuratamente. Dal 2005 al 2010 i posti letto totali sono passati da 4600 a 6590, con aumento della disponibilità superiore al 35%; nello stesso periodo temporale anche le presenze turistiche sono aumentate, da 590mila a 670mila, ma solo del 12%. Questo significa che vi è una sovrabbondanza di offerta che altro non porta ad un risultato questa volta davvero preoccupante: dal 2000 ad oggi l’occupazione media delle camere di albergo è passata dal 44% al 39%, confermandosi tra le più basse di tutta Italia.

Il Consorzio Albergatori di Desenzano intende porre un accento importante sui dati esposti, tanto da suggerire delle nuove modalità di governo del territorio, più consone al mantenimento e allo sviluppo di un settore occupazionale che a Desenzano rappresenta la prima forza lavoro della città, coinvolgendo quasi 4mila persone. “Il problema è sempre la stagionalità, a luglio e agosto tutto va bene e tutti lavorano – commenta Paolo Mayer, albergatore desenzanese membro del Consorzio – poi c’è il 2 giugno, ci sono i ponti e i weekend.. arrivano anche i non turisti, quelli che vengono da Mantova, Brescia e Verona e fanno la giornata senza portare indotto al turismo alberghiero. La stagione turistica reale si sta accorciando, ci sono altre mete che vengono scelte, mete che hanno magari maggiori attrattive, come il mare, un classico”.

Ma rispetto al 2010? “Ci sono segnali positivi, ma non bisogna fermarsi qui. Il problema è trattenere la gente per un periodo che vada oltre i due o tre giorni. Ci vorrebbe una strategia che sviluppi il turismo gardesano per dei soggiorni prolungati e in altri periodi dell’anno”. Il Consorzio vorrebbe puntare sul cosiddetto ciclo turismo, con eventi sportivi, manifestazioni, intervenire sulla già celebre South Garda Road, magari con un evento di downhill con un percorso che vada dal castello al lungolago: “Abbiamo una forte richiesta di questo tipo di turismo, soprattutto in periodi diversi dalla classica stagione estiva, in aprile o in maggio, in settembre o in ottobre”.

Ovviamente non si tratta solo di questo: “Noi come Consorzio vogliamo puntare su questo discorso, noi vogliamo provare a destagionalizzare, con qualsiasi progetto condiviso e ragionato. Il problema di Desenzano è che tutti noi chiudiamo da novembre a marzo, ed è un peccato perché viviamo in una località che ha la possibilità di rimanere ‘aperta’ tutto l’anno. Questa è la tendenza che vorremmo raggiungere”.

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