rotate-mobile
Economia

I Condifesa Lombardi a confronto sul futuro della gestione del rischio in agricoltura

Oltre 11 mila soci, 24 mila certificati stipulati per un valore pari 1,45 miliardi di euro di valori assicurati, 70 milioni di premi pagati alle compagnie assicurative: sono i numeri dell’Associazione Regionale dei Consorzi di Difesa della Lombardia

Oltre 11 mila soci, 24 mila certificati stipulati per un valore pari 1,45 miliardi di euro di valori assicurati, 70 milioni di premi pagati alle compagnie assicurative: sono i numeri dell’Associazione Regionale dei Consorzi di Difesa della Lombardia, i cui dirigenti e associati si sono riuniti nei giorni scorsi alla cantina Perla del Garda di Lonato per il convegno “Una nuova gestione del rischio per le aziende agricole lombarde”, voluto per cominciare a ragionare sulle prossime evoluzioni nel settore delle polizze agevolate per la tutela dei raccolti agricoli. Scelta quasi doverosa per una realtà che unisce cinque realtà operative sul territorio della prima regione agricola d’Italia (oltre al Condifesa Lombardia Nord-Est, gli organismi operativi su Pavia, Milano, Bergamo e Mantova-Cremona) a rappresentare una percentuale del 20% sul sistema nazionale rappresentato da Asnascodi: ma certo a determinare la necessità di questo incontro è stata anche la drammatica congiuntura di queste settimane, segnata da una nuova impennata dell’emergenza climatica a livelli davvero preoccupanti soprattutto sul fronte della crisi idrica. Una situazione che impone di ripensare anche lo strumento assicurativo del futuro, per andare verso una proposta in grado di garantire la continuità aziendale mettendo al sicuro la redditività dell’impresa: il tutto con sistemi assicurativi moderni capaci di promuovere un approccio completamente diverso rispetto al passato, alla luce anche delle novità destinate ad essere introdotte dalla nuova Pac con la costituzione del Fondo Nazionale per la Gestione degli Eventi Catastrofali, che prevede per i percettori Pac un prelievo automatico del 3% destinato alla creazione di questo fondo mutualistico gestito da Ismea.

“Questa novità pone le basi per una diversificazione dell’azione assicurativa da parte dei Condifesa – ha spiegato Giacomo Lussignoli, presidente dell’Associazione Regionale dei Consorzi di Difesa della Lombardia oltre che di Condifesa Lombardia Nord – Est -. In prospettiva l’agricoltore potrà senza dubbio avere a disposizione più strumenti per salvaguardare il reddito aziendale. Del resto è evidente che di fronte ad un clima ormai impazzito gli strumenti tradizionali come le polizze grandine non bastano più: servono nuovi prodotti per contrastare una dinamica molto pesante e molto grave come l’antiselezione del rischio, che porta molte aziende a rivolgersi allo strumento assicurativo solo se convinte di essere in una situazione di estrema necessità. Questo porta a danni sempre più elevati e quindi alla mancata sostenibilità di queste assicurazioni: il sistema rischia il default, per questo abbiamo bisogno di una nuova politica del rischio con strumenti innovativi come i Fondi Mutualistici Ist, ai quali in Lombardia stiamo già lavorando da tre anni con l’avviamento dei fondi di stabilizzazione del reddito per latte e riso. Tanti gli altri settori strategici che avrebbero bisogno di strumenti di difesa del reddito: ma purtroppo anche qui la burocrazia purtroppo ci mette lo zampino”.

La necessità di poter contare su una certezza normativa che fornisca regole chiare e precise alle diverse progettualità è stata messa in evidenza anche dagli altri ospiti della giornata, a partire dall’assessore lombardo all’agricoltura Fabio Rolfi, da sempre in prima linea con i Condifesa regionali anche per la zootecnia per le polizze relative allo smaltimento carcasse. “Condivido pienamente l’importanza di una gestione del rischio sempre più efficiente capace di dare nuovi obbiettivi all’agricoltura moderna in un contesto di grandi cambiamenti, non solo climatici ma anche economici e geopolitici. Senza dubbio credo che in questo ambito la sfida del nuovo fondo catastrofale inserito dalla Pac si preannunci complessa ed impegnativa, ma concettualmente corretta”.

Valter Giacomelli, presidente di Coldiretti Brescia, ha dal canto suo ricordato la necessità di guardare anche alle necessità sempre crescenti del comparto zootecnico con strumenti assicurativi ad hoc “che siano di facile lettura ed immediata comprensione”. Mentre Paolo Carra, vicepresidente di Coldiretti Lombardia, ha riportato l’accento sulla sostenibilità del sistema, ricordando che “le evoluzioni climatiche rendono senza dubbio necessario trovare nuovi meccanismi per le polizze in agricoltura perché è ormai chiaro che oggi le compagnie assicurative stanno cominciando a prendere le distanze, perlomeno su alcune zone e su alcune colture”.

“Il problema che la struttura delle polizze com’è fatta oggi non riesca più a reggere ce lo siamo posti da tempo – ha confermato il presidente Asnacodi Albano Agabiti-. Da ormai 11 anni i risarcimenti sono superiori ai premi pagati alle compagnie: per questo come prima cosa dobbiamo intervenire sulla difesa attiva, eliminando tutti i rischi che in qualche maniera si possono eliminare”.

Al presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, il compito di una sintesi finale che ha messo comunque al centro l’importanza basilare della tutela dei raccolti per l’’agricoltura del futuro.

“Chi non si assicura non potrà avere più scusanti: perché nel quadro attuale bisogna dire con chiarezza che non ci saranno risorse diverse rispetto ai sistemi di cui oggi stiamo discutendo. Ma allo stesso tempo è anche importante uscire una volta per tutte dalla logica dell’emergenza che tanto male sta facendo al nostro settore. Prendiamo il tema della siccità: va bene cercare soluzioni per dare respiro immediato, come stiamo del resto facendo anche noi, ma se non realizziamo una rete di bacini di accumulo non ne usciremo mai. A questo Paese serve lungimiranza, serve programmazione: dobbiamo tornare a pianificare guardando ai bisogni reali delle imprese”.

Infine il presidente Giacomo Lussignoli ha voluto ringraziare Fernando Galvan, attuale direttore di Condifesa Lombardia Nord-Est, per avere brillantemente diretto anche l’associazione regionale dei Condifesa lombardi negli ultimi 15 anni in occasione del recente avvicendamento con Marco Carrara, direttore del Condifesa di Mantova-Cremona.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I Condifesa Lombardi a confronto sul futuro della gestione del rischio in agricoltura

BresciaToday è in caricamento