Azienda fallisce, 36 operai a casa: "Avvertiti con una lettera, stipendi non pagati"

Presidio permanente alla Terrot Italy di Cazzago San Martino: i vertici dell’azienda, lo scorso 6 febbraio, avevano comunicato a dipendenti e sindacati la messa in liquidazione della società e il licenziamento di massa

Cazzago San Martino. Non lasciano sguarnita l’azienda per la quale hanno lavorato anni e che ora, purtroppo, si avvia verso il fallimento. Nonostante alla Terriot Spa la produzione di macchinari tessili sia ferma dallo scorso 5 febbraio, quando con una lettera letta ai dipendenti è stata comunicata la cessazione dell’attività, i 36 addetti presidiano costantemente la fabbrica: 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Una lotta che probabilmente non riuscirà ad evitare il triste epilogo - il gruppo imprenditoriale tedesco ha comunicato ai sindacati la messa in liquidazione della società e l’intenzione di avviare un’istanza di fallimento - ma che continuerà finché non verrano almeno saldati gli arretrati. Non solo gli addetti rischiano il licenziamento, ma non hanno mai percepito la mensilità di gennaio.

“Finché non ci verrà pagato lo stipendio di gennaio, eviteremo che l’azienda porti via macchinari e merci dallo stabilimento”, spiega Stefano Minelli, uno dei 36 addetti della Terrot Italy.

Mensiltà arretrate non saldate

Il gruppo tedesco - che aveva rilevato l'attività nel 2015 dalla Pilotelli Macchine Tessili, fallita nel 2013 - ha definitivamente alzato bandiera bianca. Così si evince dall’incontro tra i sindacalisti della Fim-Cisl di Brescia e la direzione aziendale della Terrot Italy avvenuto nei giorni scorsi: “Ci hanno comunicato che nei prossimi giorni sarà presentata l’istanza di fallimento, ma nulla è stato detto sulle retribuzioni arretrate e quindi si procederà con il curatore fallimentare per valutare che strada percorrere, per far sì che i lavoratori siano tutelati sotto tutti i punti di vista”, ha spiegato Marta Coccoli della Fim-Cisl.

Attività cessata dall'oggi al domani

Proprio durante l’incontro con i sindacati l’azienda avrebbe illustrato una situazione di grave difficoltà per l’intero gruppo imprenditoriale, compresa la capogruppo che ha a sede a Chemnitz, in Germania. Eppure, solo lo scorso mese, la dirigenza aveva rassicurato lavoratori e sindacati:

“Sapevamo che la situazione non fosse rosea, però nell’incontro dello scorso gennaio eravamo stati rassicurati. Ci era stato detto che c’era abbastanza liquidità e che non serviva ricorrere agli ammortizzatori sociali. La decisione di cessare l’attività è stata presa senza consultare le Rsu e i sindacati ed è quindi stata per tutti un fulmine a ciel sereno.”

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Verso il fallimento

Senza lavoro e senza sussidi: questa le triste prospettiva per i 36 addetti della Terriot Italy. “Si sta valutando un'eventuale cassa integrazione straordinaria per fallimento, ma la concessione dell’ammortizzatore prevede la manifestazione di acquisizioni, anche solo parziali, dell’azienda ed è molto improbabile che ciò avvenga", è l'amara conclusione di Roberto Farina, componente della segreteria provinciale della Fim-Cisl.

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