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Cashback: l’app torna a funzionare, ma i rimborsi potrebbero presto essere cancellati

Sbloccati e recuperati tutti i movimenti, è stata aggiornata anche la classifica del super-rimborso. Ma l’opposizione e Italia Viva spingono per un taglio dei rimborsi dei pagamenti effettuati con carte di credito e bancomat per aumentare lo stanziamento previsto per i ristori.

Il Cashback e la relativa applicazione, dopo uno stop dovuto ad un aggiornamento del sistema, sono ripartiti a pieno regime nelle scorse ore. Sono infatti state recuperate tutte (ma davvero tutte) le transazioni effettuate nel circuito PagoBancomat che non comparivano nell’app IO tra quelle conteggiate ai fini del rimborso. L'aggiornamento del sistema pare essere quindi stato completato, con il conteggio che riporta per tutti gli iscritti (o quasi) la data del 21 gennaio 2021.

Per avere diritto al rimborso, entro la fine di giugno, bisogna fare almeno 50 transazioni. Il rimborso massimo ottenibile è di 300 euro all’anno  (15 euro per ogni singola operazione) in due tranche. Ogni sei mesi si può ottenere il rimborso del 10% su quanto è stato speso, per un massimo di 150 euro.

Accanto al cashback “standard” c’è anche il super cashback: il maxi-rimborso da 1.500 euro che premia i 100mila iscritti che, al 30 giugno di quest’anno, avranno effettuato il maggior numero di transazioni (non conta l'importo totale). L'App IO ha anche aggiornato la classifica dei super rimborso, anche se non compare ancora a tutti gli utenti, ma la funzione è in via di implementazione.

Il governo pare soddisfatto di questi primi due mesi scarsi del progetto. Le "risorse stanziate" per il cashback sono state "quelle necessarie a coprire l'intervento", ha sottolineato il ministro dell'economia, Roberto Gualtieri, in audizione in Parlamento, rivendicando la "precisione" nella stima.

Gualtieri anche evidenziato che con il cashback "la quota di piccoli pagamenti è stata estremamente alta" e la misura ha di fatto avvicinato i cittadini ai pagamenti elettronici e quindi alla riduzione dell'uso del contante: "sono aumentate moltissimo le figure che si sono rivolte ai pagamenti digitali e registrati alle App delle pubbliche amministrazioni che ha fatto un passo avanti anche in questo primo mese del cashback. La modernizzazione paese passa anche per riduzione uso contanti".

La proposta: "Aumentare i fondi del decreto Ristori usando i miliardi del cashback"

Nonostante ciò il rimborso potrebbe essere presto tagliato ed entra pure a far parte della crisi di governo in atto. Come racconta il Corriere della Sera, l’idea di opposizione e Italia viva sarebbe quella di spingere per un taglio dei rimborsi in commissione per potenziare i ristori a favore di chi non ha potuto lavorare a causa della pandemia.

L’idea nasce da un post di Enrico Zanetti, viceministro dell’Economia nel governo Renzi, che girava di telefono in telefono tra i senatori dell’opposizione. E potrebbe materializzarsi con un emendamento che chiede di aumentare lo stanziamento complessivo previsto per i ristori. Come? Convogliando quasi tutti i 4,7 miliardi destinati al cashback, che quindi salterebbe, nel decreto ristori .

Sull’argomento è intervenuta anche Laura Castelli, viceministro dell’Economia, ai microfoni di Radio Anch'io. Rispondendo alla domanda se il governo accetterebbe di spostare 4 miliardi dal programma cashback ai ristori se Italia Viva lo chiedesse, ha detto:  "Le necessità economiche evolvono di mese in mese. Francamente non escludo mai niente, ho imparato questo perché il Covid ci ha obbligato a ragionare in maniera diversa dall'ordinario".

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