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Imprenditore bresciano arrestato: ecco come riciclava il denaro

Oltre all'imprenditore Abele Lanzanova, arrestato con l'accusa di bancarotta fraudolenta e riciclaggio, si contano altri quattro indagati: tra di loro due commercialisti e la figlia Elena

Gli strascichi bresciani del fallimento delle Cantine La Versa di Pavia. Su tutti l'arresto di Abele Lanzanova, l'imprenditore di 51 anni originario di Urago d'Oglio, ma che per anni ha “bazzicato” Chiari, arrestato con le accuse di bancarotta fraudolenta e riciclaggio. L'unico in manette, per ora: ma oltre a lui si contano altri quattro indagati. Le indagini sono state coordinate dalla Guardia di Finanza.

Tra di loro anche la figlia dell'imprenditore bresciano, la 32enne Elena Lanzanova, un imprenditore russo titolare di una delle aziende coinvolte nelle false fatturazioni, il 66enne Peter Nasimov, e due commercialisti, il 54enne Fabrizio Cordini (di Piacenza) e il 56enne Pietro Griffini (di Pavia).

I debiti delle Cantine La Versa ammontavano a 20 milioni di euro: soldi che sarebbero dovuti servire per pagare non solo i fornitori, ma anche i soci ai quali non sarebbe ancora stata pagata la quota per il conferimento delle uve.

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