Caffaro, 3 operai licenziati senza preavviso: sciopero a oltranza

"Sono stati licenziati tre operai che fanno parte delle sigle sindacali che, quando è avvenuto il passaggio di proprietà, non hanno firmato l'accordo", spiega Giovanni Fiorentini, delegato Rsu Uil

I tre operai licenziati — Copyright © Bresciatoday.it

BRESCIA. Dall'oggi al domani. Nessun preavviso, nessun avvertimento. La lettera di licenziamento a tre operai della Caffaro è piovuta dal cielo, meglio dai piani alti, alle 14.50 di mercoledì, poco prima della fine del turno di lavoro. Massimo Saiani, Giovanni Fiorentino, D.C, sono stati chiamati dal capo del personale ed invitati ad andare in direzione, una volta timbrato, per consegnare il badge e ritirare la lettera di licenziamento.

“La società da oltre un anno ha sostenuto un notevole investimento - recita il paragrafo centrale della missiva consegnata a mano a uno dei tre operai licenziati - apportando alla centrale termica modifiche tali da adeguarla alla normativa necessaria per la gestione senza la presenza continua del conduttore (...). Per tale motivo la società Caffaro Brescia si vede costretta ad un improrogabile riassetto organizzativo del reparto Centrale Termica. Ciò comporta, senza alcuna possibilità di alternativa, il venir meno del posto di lavoro del signor Saiani Massimo”.

Spiegato in termini più semplici, la Caffaro ha automatizzato il reparto Centrale Termica e dei 6 operai che ci lavoravano due sono stati lasciati a casa, altrettanti andranno in pensione a breve e i restanti sono stai trasferiti in un altro reparto. Il terzo taglio ha, invece, riguardato un lavoratore del rapporto cloruro di sodio, che è stato chiuso.

Ma dietro le scelte dei lavoratori da lasciare a casa potrebbero nascondersi altre motivazioni: "Sono stati licenziati tre operai che fanno parte delle sigle sindacali (Uil e Cgil) che, quando è avvenuto il passaggio di proprietà alla Caffaro Brescia Srl, non hanno firmato l'accordo”, spiega Giovanni Fiorentini, delegato Rsu Uil.

La reazione? Sciopero ad oltranza, partito alle 6 di questa mattina, di tutti i 56 dipendenti. Sono entrati in fabbrica, ma hanno comunque incrociato le braccia, i lavoratori che devono vigilare sulla sicurezza dell'impianto.
Sarà una giornata calda sul fronte Caffaro. Alle 17 i rappresentanti sindacali saranno ricevuti dal sindaco Emilio del Bono in Loggia, per avere chiarimenti circa il futuro dell'azienda. Alle 19, invece, è stata indetta un'assemblea sindacale fuori dai cancelli dell'azienda, in via Nullo.

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