Brescia, lo sciopero generale del servizio pubblico: «Abbiamo già dato!»

Venerdì 28 settembre anche da Brescia partiranno i pulmann per il corteo di Roma, a cui parteciperanno lavoratori e lavoratrici di CGIL e UIL. Grande assente la CISL, non mancheranno delegati dei sindacati spagnoli e greci

Scardinare il sistema pubblico e lo stato sociale, liberalizzare, privatizzare: e Mario Monti che non si stanca di ripeterlo, “non è più il tempo della concertazione, è il tempo dell’attuazione”. Una logica che non è assolutamente accettabile secondo CGIL e UIL che preparano per il 28 settembre uno sciopero generale della funzione pubblica e della pubblica amministrazione, lungo corteo a Roma con tanto di comizio conclusivo di Camusso, Angeletti e delegati di sindacati spagnoli e greci. Anche Brescia in prima linea, dal parcheggio dell’Iveco e dalla sede UIL partiranno i pulmann di delegati e lavoratori, un invito esteso anche alle delegazioni di rappresentanza delle altre sigle e delle altre categorie.

- Scuola: sciopero il 12 ottobre 2012, no all'agitazione del 28 settembre

Spending review, “l’ennesima e pesantissima manovra”, tagli complessivi per oltre 25 miliardi in tre anni, contratti fermi e turn over bloccati almeno fino al 2014, indennità contrattuali fumose fino al 2017, tagli a sanità e assistenza superiori ai 20 miliardi. Alla Camera del Lavoro di brescia Damiano Galletti e Daniele Bailo, segretari CGIL e UIL, e rappresentanti degli occupati colpiti, “lavoratori pubblici e privati ma che svolgono attività pubbliche”, Cagno e Riccò, Scazzaro e Moneghini, Barbagiovanni e Bassanesi, scuola e università, uffici pubblici e ministeri periferici.

“Un Governo che non rispetta gli accordi, che ragiona con superficialità e sottovaluta quella che è l’importanza del servizio pubblico, una lotta e una battaglia che riguarda tutta la società, lavoratori e cittadini. La lotta agli sprechi non può e non deve coincidere con il taglio delle risorse, una situazione insostenibile che perdura da anni, Governo dopo Governo, la più grande ristrutturazione di questo Paese”.

Un numero imprecisato di licenziamenti, che potrebbe coinvolgere ciascuno degli oltre 100mila dipendenti di enti locali, ed esuberi già certi per 5500 dipendenti INPS, 2500 delle agenzie fiscali, e solo a Brescia e in Lombardia 4mila posti letto in meno, quasi un miliardo di tagli alla sanità pubblica e privata convenzionata, socioassistenza e cooperative, chiusura garantita per almeno sette uffici dell’Agenzia delle Entrate.

“Ali tarpate allo sviluppo, un nuovo impoverimento, la difficoltà di svolgere il nostro lavoro, la difficoltà di rispondere ai nuovi bisogni e alle nuove esigenze dei cittadini. Un taglio al futuro, ai servizi per i bambini, i nidi e la scuola, i fondi bloccati per i servizi d’emergenza, forze dell’ordine e Vigili del Fuoco. Questa non è lotta allo spreco, sono solo tagli lineari senza vera riorganizzazione. Qualità, assistenza, occupazione: la P.A. non è un’industria come le altre, non può seguire le leggi del mercato. Abbiamo già dato, e anche troppo”.

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Questo lo slogan, AGD, “Abbiamo Già Dato”. Prove tecniche di sciopero generale? Un sospiro comune tra i presenti: “La mobilitazione del 28 settembre fornirà validi elementi di valutazione per comprendere le nostre potenzialità”. Intanto l’autunno si fa caldo, a ottobre in arrivo scioperi di agricoltura, Poste e scuola.

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