Fallisce la Screen Service, destino amaro per 48 lavoratori

Bocciato il piano concordatario, per la Screen Service di Brescia e Lainate inevitabile l'istanza di fallimento: a pagare saranno quasi una cinquantina di lavoratori. L'ipotesi dell'esercizio provvisorio

Foto di repertorio

Forse il destino era già segnato, forse è andata come ormai era deciso dovesse andare. Un macigno sulla testa di una cinquantina di lavoratori: la Screen Service Broadcasting Technologies è ufficialmente fallita. E sono ufficialmente 48 i lavoratori per cui a fine anno scadrà la cassa integrazione straordinaria: anche qui la strada è già tracciata, prima la mobilità e poi il licenziamento.

Nelle ultime settimane a Brescia si era lavorato ad un piano concordatario: la 'vecchia' Screen Service doveva essere acquistata dalla newco Screen srl, composta dalla 3xCapital – la società del curatore fallimentare – e della Syes di Lissone, azienda del settore delle telecomunicazioni con sede in provincia di Monza e Brianza, lontanamente legata al mondo Mediaset e già nota alle cronache per aver partecipato alla 'gara' di Rai Way. Il piano prevedeva anche il riassorbimento di 27 lavoratori.

Niente da fare: il piano di rientro – perdite per 90 milioni, debiti accertati per 50 – non ha soddisfatto il Tribunale che ha così predisposto l'istanza di fallimento. Ma c'è una luce in fondo al tunnel: l'ipotesi è quella dell'esercizio provvisorio dell'azienda, modalità che servirebbe a tutelare i creditori. Potrebbe essere predisposto anche limitatamente a specifici rami dell'azienda.

In ogni caso la fine di un'epoca: la Screen Service ha quasi 27 anni di età, sedi a Brescia e Lainate, quotata in Borsa nel 2007 e addirittura titolare di frequenze televisive sul digitale terrestre dopo l'acquisizione di TivuItalia, nel 2009. Giù il sipario.

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