Venerdì, 15 Ottobre 2021
Economia

Brescia, contratto provinciale: sciopero unitario degli agricoltori

"Occorre un cambio di passo, occorrono scelte coraggiose", commentano i sindacati. "Il profitto passa dalla qualità e dall’esperienza, e i lavoratori ne sono un elemento essenziale"

Grande è l’incertezza che stanno vivendo ormai da diversi mesi i lavoratori del settore agricolo e florovivaistico, del vitivinicolo e degli allevamenti, riguardo il rinnovo del contratto provinciale degli operai agricoli e florovivaisti scaduto il 31 dicembre 2011.

A sette mesi dall’apertura della trattativa e dopo svariati incontri dagli esiti altalenanti, la scorsa settimana le associazioni che rappresentano le aziende del settore hanno comunicato alle organizzazioni sindacali che pur non esistendo pregiudiziali a discutere il rinnovo del contratto, lo stesso è condizionato dagli sviluppi dalla crisi economica e finanziaria delle imprese private del settore agricolo bresciano: per questa ragione, secondo le parti datoriali, l’inizio della discussione è da rimandare a dicembre.

"Una decisione unilaterale che fa venir meno il rispetto per i lavoratori del settore - commentano i sindacati -, negando addirittura ciò che dal punto di vista economico è in qualsiasi rinnovo contrattuale la base delle discussione, vale a dire la possibilità di vedere riconosciuto nell’adeguamento salariale il recupero dell’inflazione e del potere d’acquisto".

La valutazione sindacale sulla svolta della trattativa è di grande preoccupazione. Dal loro punto di vista,  quello che emerge dall’atteggiamento datoriale è un comportamento incomprensibile e inaccettabile, il tentativo di puntare tutto sulla riduzione del costo del lavoro per far pagare ai lavoratori il costo della crisi.

Questo però è soltanto uno dei problemi che interessa il settore, visto che i lavoratori stanno aspettando con il rinnovo del contratto anche delle risposte e delle certezze in merito ad una programmazione di sistema per un settore che è portante per l’intera economia bresciana.

Programmazione riferita a corsi e formazione in materia di sicurezza sul lavoro, e risposte in merito alle regole per normare ciò che riguarda i contratti di appalto nel settore agricolo.

Appalti “anomali” che fino ad ora hanno portato solo perdita di posti di lavoro qualificati, visto che all’origine dei “risparmi” per i committenti ci sono fornitori di manodopera occasionale, quasi sempre straniera, non specializzata e senza specifica formazione – soprattutto in materia di sicurezza sul lavoro - e nella stragrande maggioranza dei casi sottopagata rispetto alle tabelle salariali.

Una situazione questa che FAI CISL, FLAI CGIL, UILA UIL di Brescia, per prime in Italia, hanno avuto il coraggio di denunciare e mettere in discussione con iniziative e vertenze, per dimostrare l’illegittimità e i danni di una deriva pericolosissima per il settore agricolo.

I sindacati sono consapevoli della situazione di crisi che il settore sta attraversando ma ribadiscono che le aziende non possono pensare di fare cassa umiliando i lavoratori.

"Occorre un cambio di passo, occorrono scelte coraggiose - commentano -, quella più lungimirante sarebbe proprio il rinnovo del contratto, perché affermerebbe un principio che in agricoltura è tutto: il profitto passa dalla qualità e dall’esperienza, e i lavoratori ne sono un elemento essenziale, per la passione e per le conoscenze che stanno nella loro prestazione. Rinunciare alla professionalità di chi lavora in agricoltura è sicuramente un risparmio immediato in termini economici ma con effetti disastrosi nel medio e lungo periodo per il sistema agricolo nel suo complesso".

Si insiste, inoltre, sulla necessità dare sempre maggiore valore al lavoro: "Bisogna dare risposte alla gente, perché la solidarietà – da sola – non rende dignità al lavoro, non riempie le dispense, ma soprattutto non garantisce il futuro di tante donne, uomini e tante famiglie bresciane. Da parte sindacale c’è la disponibilità a condividere un progetto di alto profilo e per questo l’auspicio è che si possa mettere la parola fine a questa situazione, riavviando un confronto serio e costruttivo che consenta la definizione di un’intesa entro la fine dell’estate".


In caso contrario - fanno sapere - saranno interrotte le relazioni sindacali, a tutti i livelli, con le aziende del settore agricolo, vitivinicolo e florovivaistico bresciano e, pertanto, verranno sospese tutte le trattative inerenti a riorganizzazioni aziendali, procedure di licenziamenti collettivi, conciliazioni individuali, e a quelle volte alla definizione di percorsi formativi coofinaziati utili a incrementare la sicurezza e l’efficienza nelle aziende. Intanto, il primo sciopero unitario è stato fissato per venerdì 27 luglio.

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