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Brescia, il Comune «virtuoso» con un avanzo da 50 milioni

Entro il 30 aprile il rendiconto 2012: nel mezzo la variazione al bilancio, le previsioni di esigibilità, il riaccertamento dei residui. Con la nuova contabilità un avanzo da quasi 50 milioni: ma quelli liberi sono pari a zero

Parla veloce Alessandro Beltrami, come un vero ragioniere, anzi come un ragioniere capo, anzi come il Responsabile dell’Area Risorse Economiche che è, il funzionario incaricato di illustrare il quadro riassuntivo della gestione finanziaria del Comune di Brescia in apposita Commissione appositamente convocata, in attesa di nuova riunione prevista il 4 aprile, dell’illustrazione della detta delibera, con discussione e approvazione (il 16 aprile) fino all’ambito decisionale definitivo, il Consiglio Comunale del prossimo 29 aprile che anticipa di 24 ore esatte il termine ultimo legale per il rendiconto consultivo. “Un’illustrazione tecnica, non va dimenticato che siamo passati da un tipo di contabilità ad un’altra – ha spiegato in apertura l’assessore al Bilancio Silvano Pedretti – mantenendo entrambe le modalità fino al 2013 compreso. Un modo tutto nuovo per mettere le gambe al nostro sistema contabile”.

Ma veniamo ai numeri, quelli che il buon Beltrami ha illustrato ieri pomeriggio: il risultato finale del conto di bilancio registra un avanzo contabile d’amministrazione pari a 48,305 milioni di euro, dai 108,117 milioni di avanzo derivato dal fondo cassa datato 31/12/2012, pari a 76,6 milioni, con aggiunta dei residui Attivi meno i residui Passivi, ma attenzione, “non è un dato indicativo perché ad esso vanno sottratti i fondi pluriennali vincolati, per spese correnti e per spese in conto capitale, ovvero gli impegni giuridicamente assunti presi nel 2012 ma non esigibili nella suddetta annualità”. Un bel respiro e si continua, dei 48 milioni e rotti elencati poc’anzi vanno poi ‘estratti’ altri fondi vincoli, vincoli specifici o svalutazione crediti, fino ad arrivare al cosiddetto fondo non vincolato, “quello libero e da usare”, pari nel 2012, a niente di più e niente di meno che zero.

Quello che conta è il risultato, continua Beltrami, in “un percorso che si delinea in un doppio atto: 1) la variazione di bilancio che la nuova regola consente di fare anche ad esercizio chiuso, azione propedeutica all’approvazione stessa del rendiconto e che si riferisce alle variazioni di esigibilità e degli stanziamenti a monte; e 2) la determinazione dei riaccertamenti dei residui Attivi e Passivi, anche questa propedeutica al rendiconto”. Ecco “la nuova luce del bilancio sperimentale”, dove Brescia è tra le prime in Italia, Comune virtuoso che addirittura riesce a rispettare il Patto di Stabilità, “abbiamo raggiunto l’obiettivo posto dal Governo, l’abbiamo pure migliorato”.

Si può dire allora, come suggerisce il consigliere Giorgio Agnellini (ex PDL), che “il bilancio del Comune è come una piramide dalla base molto solida, alla chiusura dell’anno siamo riusciti a non avere nemmeno una fattura da pagare”, ultima in ordine di tempo i 15 milioni dritti dritti a Brescia Infrastrutture, certo le difficoltà all’orizzonte rimangono, i dividendi di A2A superiori all’anno precedente ma inferiori alle aspettative, una drastica riduzione dei trasferimenti erariali (dai 39 milioni del 2011 ai ‘miseri’ 7 del 2013) che si traduce in “una complessiva riduzione delle entrate correnti” e quindi, aggiunge il presidente di Commissione Fabio Capra (PD), “chiunque vincerà le elezioni potrà usare solo una leva, la leva delle tasse” oppure, come suggerisce invece il ‘silenziato’ Cesare Giovanardi, “decidersi finalmente a tagliare la spesa corrente, tra le più alte in Italia”. Ma, ancora il dottor ragionier Beltrami, va considerato l’intervento ora macroaggregato: “Quello che fino a ieri era competenza della giunta ora diventa di controllo dirigenziale, la struttura di bilancio dello Stato ora mutuata anche per gli enti locali”.

C’è poi un altro bilancio che si discute ogni giorno, quello legato alla crisi e al lavoro, dalla città alla Provincia, dalla MAC di Via Volturno alla Wierer di Lonato, come detto dalla FIOM Brescia, “non c’è Comune, Provincia o Regione che tenga, insomma non ci sono istituzioni amiche dei lavoratori”. Si è parlato soprattutto di questo nel corso della conferenza dei lavoratori svoltasi domenica mattina, con oltre 300 partecipanti, nei pressi dell’auditorium del Liceo Leonardo di Via Balestrieri. “Questi sono i fatti che contano – si è detto in assemblea – la ristrutturazione costringe i lavoratori dipendenti a precariato e incertezza, solo nel 2012 a Brescia 10500 licenziamenti, di cui 6700 nell’edilizia, e in tutta Italia 480 nuovi disoccupati al giorno, come una fabbrica intera, altri 20 milioni in Europa, e nel lungo ciclo del debito il futuro non promette niente di buono. Da qui il coraggio di una scelta, per reagire e non solo subire, perché il cammino è lungo, perché c’è molto da fare”.

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