Mercoledì, 4 Agosto 2021
Economia

Brescia, l'anno nero 2011: 42.428.797 ore di cassa integrazione

Tra i casi più emblematici i lavoratori della Medtronic Invatec di Roncadelle, i dipendenti Iveco, e i 1.000 lavoratori rimasti a piedi a causa dello scandalo Brebemi

La produzione industriale in Lombardia è ancora in frenata. Non si fermano i licenziamenti né le crisi aziendali, mentre aumenta sia il ricorso al lavoro precario sia il numero delle domande di disoccupazione (oltre 200mila da gennaio). Sono alcuni dati forniti da Cgil, Cisl e Uil regionali durante la manifestazione che si è svolta a Varese con i lavoratori delle aziende in crisi.

Durante il sit-in un gruppo di lavoratori delle categorie degli edili ha costruito, con un gesto dal forte valore simbolico, il “muro del lavoro”, per dire che solo con il lavoro si può ricostruire il futuro, soprattutto per le giovani generazioni. Alla costruzione del muro hanno contribuito anche i tre segretari generali regionali delle confederazioni, Nino Baseotto, Luigi Petteni e Walter Galbusera

"La difficile situazione della Lombardia è purtroppo evidente - affermano le tre sigle -. Nella nostra regione, nel 2010 il tasso di disoccupazione è salito al 6% e gli occupati sono diminuiti di oltre lo 0,6%. Mentre gli occupati dell’industria in senso stretto sono scesi del 4,5% rispetto al 2009. Sostanzialmente la crisi economica, purtroppo, non è conclusa, e viene confermata da Confindustria che prevede un calo di circa 1,6% del Pil a livello nazionale, con conseguenze ulteriori sull’occupazione".

La città di Brescia, Valcamonica compresa, attualmente conta circa 519.000 addetti tra dipendenti e autonomi. (i dipendenti nel privato sono 391.441).Le ore di cassa gennaio-novembre 2011 sono state 42.428.797 (di cui CIGO 11.264.659, CIGS 23.462.787, DEROGA 7.701.351).

Queste le realtà più a rischio:

BREBEMI (autostrade). Dopo lo scandalo dei rifiuti tossici e la chiusura di 34 km di cantiere circa 1000 lavoratori dei cantieri e 3.000 dell’indotto rischiano il posto di lavoro. Si attende entro Natale la sentenza del tribunale del riesame di Brescia. Se i cantieri verranno definitivamente sequestrati si prospetta la cassa integrazione. La ripresa dei lavori dipenderà dunque dagli sviluppi della inchiesta della magistratura.

IVECO (metalmeccanica). 2500 dipendenti. Per far fronte alla crisi, contratti di solidarietà per tutti con riduzione oraria del 46%.

MEDTRONIC di RONCADELLE (chimico farmaceutica). 600 dipendenti. L’azienda (una multinazionale americana leader nel settore biomedicale) ha annunciato un piano aziendale che mette a rischio circa 300 lavoratori, molti dei quali a causa di spostamenti di linee produttive che verrebbero trasferite in Messico. I sindacati annunciano mobilitazioni e proteste.
 

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