Si intascano i soldi dell'azienda e la fanno fallire: in 5 a processo

Andrà in scena il prossimo 29 novembre il processo a carico di amministratori e collegio sindacale della società di costruzioni Samos, che avrebbe chiuso i battenti con un passivo di 6 milioni di euro

Tre di loro sono già in libertà, altri due invece ancora agli arresti domiciliari: attendono però, tutti insieme, il rito abbreviato – fissato per il 29 novembre – sul fallimento e sulla bancarotta della società di costruzioni Samos, a margine di una lunga tranche di indagini, a cura della Guardia di Finanza, che dopo circa due anni si era conclusa lo scorso ottobre.

Un passivo presunto di oltre 6 milioni di euro, e poi bancarotte preferenziali per 1 milione e 500mila euro: sono queste le accuse agli arrestati di allora. In tutto cinque persone, e questi i nomi: su tutti il bresciano Daniele Ravetta, l'amministratore di fatto della società, e oggi ancora ai domiciliari.

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Ai domiciliari anche Bruno Chiari ma non Giancarlo Filippini, entrambi considerati gli amministratori “di diritto” della Samos. Con loro risultano indagati anche Corrado Rezzuto, Maurizio Murolo e Aldo Gentile, componenti del collegio sindacale.

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