Economia

"La crisi, la crisi.. e poi non fanno gli scontrini": a Brescia evade uno su due

Quadro desolante tra le botteghe bresciane: quasi uno su due non fa scontrini o ricevute fiscali. I dati allarmanti della Guardia di Finanza di Brescia: su 384 controllati ben 190 sono risultati irregolari

Foto d'archivio

In tutto 190 su 384, praticamente uno su due. Sono i locali e le botteghe che non fanno né scontrini né ricevuta fiscale, beccati in flagranza dalla Guardia di Finanza di Brescia nel corso di una lunga sessione di controlli a sorpresa che si è conclusa lo scorso luglio. Il 50% dei controllati infatti non avrebbe emesso lo scontrino: e nella vasta gamma di chi evade rientrano proprio tutti, dal fruttivendolo al fornaio, dal ristoratore al barista, dal parrucchiere all’estetista.

Sono bastati tre mesi di controlli serrati per far emergere una situazione anomala, e che fa di Brescia e Provincia una delle zone più a rischio d’Italia. La media nazionale infatti non raggiunge il 35% degli scontrini evasi, secondo i dati della Finanza in terra bresciana la quota raggiungerebbe appunto una ricevuta su due.

Difficile quantificare il danno all’erario: l’evasione è molto varia, dallo scontrino non emesso per qualche consumazione al bar fino alle centinaia di euro di servizi più complessi, e che tocchi al fabbro o al meccanico è solo questione di tempo.

Con la complicità dei consumatori, spesso quasi ‘ricattati’ in cambio di uno sconto: nulla si può scaricare, tanto vale provare a risparmiare. Le sanzioni per chi sgarra: 516 euro di multa la prima volta, poi al quarto ‘errore’ la chiusura dell’attività, anche per un mese.

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