Crisi senza fine: a dicembre perso un posto di lavoro ogni ora

I dati sconfortanti sulla crisi della provincia bresciana: a dicembre perso un posto di lavoro ogni ora, in tutto l'anno sarebbero 8640. Più del doppio che nel 2014, senza contare le piccole imprese

Giovane disoccupata chiede l'elemosina (foto d'archivio)

Un posto di lavoro perso ogni ora, circa 24 al giorno, oltre 720 al mese. I dati dell’ecatombe lavorativa che ha colpito la provincia bresciana, nel mese di dicembre appena trascorso. Un’accelerazione non improvvisa ma purtroppo attesa, per un territorio che tutto sommato aveva retto bene ai contraccolpi della crisi, mantenendo un tasso di disoccupazione di poco superiore al 6%.

Ma la scure della ristrutturazione all’europea non risparmia neanche Brescia. Sotto ‘attacco’ sarebbero i lavoratori delle medie e grandi aziende, quelle con più di 15 dipendenti. Solo a dicembre infatti 600 domande di mobilità, a cui se ne dovrebbero aggiungere altre 250.

Altro non sono che licenziamenti collettivi, spesso ‘mascherati’ con nomi e denominazioni più soft. Le parole sono importanti, infatti. Ma i dati reali sembrano avere la voce più alta. Nel 2014 si contano circa 3050 lavoratori collocati in mobilità: circa otto al giorno, uno ogni quattro ore.

Con i dati di dicembre le proiezioni s’impennano. Fossero davvero uno all’ora significherebbero appunto 24 al giorno, 720 al mese, 8640 all’anno. Con relative famiglie. E al lungo elenco mancano le piccole imprese, quelle con meno di 15 dipendenti. Dove le tutele dei lavoratori spesso sono ancora più irrisorie.

“La politica economica è ormai disarmata – ha scritto su Le Figaro l’economista Jean Pierre Robin – In teoria, cosa c’è di più semplice che lavorare, produrre, scambiare i beni e i servizi di cui ciascuno ha bisogno per vivere? Tuttavia, queste attività di base sollevano delle difficoltà manifestamente insormontabili”.

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